I dati per controllare i “compiti” dei politici


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Prima delle elezioni del febbraio 2013 alcuni soci dell’Astrid, la Fondazione per l’Analisi, gli studi e le ricerche sulla riforma delle istituzioni democratiche, hanno preparato una serie di schede riguardanti alcune “proposte di politiche pubbliche per il programma del nuovo Governo”. Queste proposte sono state quindi inviate ai “saggi” nominati da Napolitano, che le hanno ampiamente utilizzate.

A seguito del rapporto dei dieci saggi, le schede sono arrivate ai Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, per poi essere inviate a Letta e ai ministri del nuovo Governo. La fondazione Astrid ha deciso ora di renderle pubbliche “come contributo al dibattito sulle scelte da compiere per uscire dalla crisi, riprendere la strada della crescita, affrontare i difficili problemi della disoccupazione, della povertà e del disagio sociale, che la crisi ha esasperato”.

Per chi voglia approfondire l’argomento, questo “instant book” costituisce un ottimo punto di partenza, in particolare per conoscere buona parte delle fonti su cui il Parlamento ha lavorato negli ultimi mesi e farsi un’idea delle opzioni disponibili e delle scelte fatte.

Per rinfrescarsi la memoria e mettere un po’ d’ordine ai tanti avvenimenti politici recenti, segnaliamo inoltre l’uscita dell’edizione 2013 (che fa riferimento all’anno 2012) di “Politica in Italia. I fatti dell’anno e le interpretazioni”, l’annuale resoconto del Mulino incentrato in questa occasione sulle aspettative e sui risultati effettivi del governo Monti e della “strana maggioranza” che lo ha sostenuto in Parlamento.

Il bilancio non è positivo: “allontanato il pericolo del default, sono mancati risultati concreti sul versante della ripresa economica”, mentre “nonostante le pressioni di Napolitano, i partiti hanno perso un’altra occasione – l’ultima? – per attuare riforme istituzionali improrogabili e per mettere mano seriamente ai costi e ai privilegi della politica”. Da qui prende l’avvio l’analisi dell’ascesa del Movimento 5 stelle; finale non a sorpresa, il 2012 si è concluso all’insegna dell’incertezza e dell’instabilità: “Lo sforzo di risanamento avviato a caro prezzo dal governo Monti può essere vanificato in poco tempo e il rischio che l’orologio del paese torni alle drammatiche settimane dell’autunno 2011 non è scongiurato”.

Che dire: attendiamo con una certa apprensione l’uscita dell’edizione 2014, sperando – ma non confidando – in un tenore differente…

Marco Cecchini

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