L’Italia alla guida dell’Europa deve puntare sulla cultura


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Sono molti ormai i dati che evidenziano l’importanza della cultura come leva di sviluppo economico e produttivo (leggi l’articolo “Quello che non sapete sulla cultura”). Silvia Bernardi sul Sole 24 ore (“L’obiettivo è contenere i tagli”) scrive che “studi settoriali e su base nazionale indicano che il settore dei beni culturali offre un’innegabile contributo economico”, e riporta i dati della Federazione europea dell’industria edile, in base ai quali nel 2013 la ristrutturazione e la manutenzione di beni artistici hanno rappresentato il 27,5 per cento del valore del settore delle costruzioni in Europa.

Sul Programma del semestre italiano di Presidenza del Consiglio Ue si afferma che “Obiettivo della Presidenza sarà quello di portare la cultura e il patrimonio culturale al centro della strategia europea. La Presidenza si concentrerà sul valore trasversale della cultura e della creatività in tutte le pertinenti politiche dell’Ue e sosterrà l’importanza della cooperazione culturale e del dialogo interculturale nell’affrontare le sfide sociali e nello stabilire valide relazioni esterne”. La sfida che l’Unione europea dovrà affrontare ora consiste nell’arginare la corrente euroscettica emersa di recente, anche a causa della recessione, e ciò sarà possibile utilizzando soprattutto il fattore culturale come comun denominatore per recuperare lo spirito europeo.

La Commissione Cultura e istruzione del Parlamento europeo voterà il budget di programma per il 2015 subito dopo l’incontro con la Presidenza italiana previsto per il 3 settembre. I fondi comunitai sono stati stanziati e sono disponibili sotto forma di vari programmi , ma la prima mossa della Commissione consisterà nel contenere i tagli previsti dal Consiglio sul Bilancio. “Vista la centralità e l’interconnessione dei temi – ha affermato la presidente della Commissione, Silvia Costa – propongo un commissario europeo unico tra turismo, cultura e digitale, la vera grande sfida che ci attende nei prossimi anni”. Per valorizzare l’ambito culturale, occorrerà infatti incentivare la digitalizzazione e intervenire su ricerca, formazione e istruzione. Questi, sulla carta, gli obiettivi fondamentali che l’Europa e l’Italia dovranno portare avanti insieme.

MC

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