La cultura tra monete elleniche e Fiat-Chrysler


TORINO_-_REGGIA_DI_VENARIA


Rendere la cultura un pilastro delle nuove politiche del Vecchio continente: questo il tema principe della riunione informale dei 28 ministri europei che si è svolta oggi presso la reggia di Venaria Reale di Torino. Gli argomenti dell’incontro, presieduto dal titolare del Mibact, Dario Franceschini, hanno riguardato la messa a punto di linee guida e nuovi modelli di governance del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale condiviso tra enti pubblici, privati e società civile e la possibilità di attivare il potenziale del patrimonio culturale in quanto risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile. Un focus particolare è stato dedicato al tema del diritto d’autore.

Durante la riunione è stata messa in atto la prima applicazione della direttiva comunitaria del ’93 che disciplina la restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno stato membro della Comunità: sono state riconsegnate ottantadue monete archeologiche elleniche al ministro della Cultura greco Costantinos Tassoulas. “Un gesto – ha commentato Franceschini – che si inserisce nello spirito della difesa del patrimonio culturale europeo”.

Ottenere la trasversalità delle politiche culturali e rendere tale patrimonio un effettivo bene comune sono argomenti che abbiamo già trattato negli ultimi tempi, in particolare riguardo al tema della sussidiarietà e dell’interazione pubblico-privato. Al di là delle indicazioni programmatiche, facilmente condivisibili, è necessario ora vedere in che modo ci si muoverà e si riuscirà a mettere in pratica delle politiche che fino a ora non sono uscite dalla sfera puramente teorica. Il gesto di restituzione delle monete è sicuramente positivo ma rimane nell’ambito della formalità, così come la notizia diffusa da alcune agenzie della flotta di 61 vetture (tra cui 40 Fiat 500, una delle quali utilizzata da Franceschini) messe a disposizione da Fiat-Chrysler per le delegazioni che hanno partecipato al vertice, considerate le recenti decisioni “espansive” di Marchionne (cfr l’articolo di Giovanni Palladino) non ci è sembrata particolarmente degna di attenzione o di lode.

Ben altri sono gli impegni, e negli ultimi tempi la proliferazione di parole e dichiarazioni ci ricorda un po’ quelle interrogazioni in cui lo studente, accusando qualche lacuna nella preparazione, sperava di confondere il maestro con uno sproloquio inconcludente. Non c’è dubbio, rinchiusa nel suo scantinato, alla Cultura in questo periodo stanno fischiando le orecchie…

MC

 

 

 

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