“Riparte il futuro” con la lotta alle mafie


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Il 9 Ottobre 2014 si terrà il primo incontro con i membri del Parlamento europeo che hanno confermato il loro supporto alla campagna internazionale Restarting the Future, avente come scopo la lotta alla corruzione e al crimine organizzato in Europa. L’iniziativa – che prende le mosse da “Riparte il Futuro”, la più grande campagna digitale contro la corruzione mai organizzata in Italia, promossa da Libera e Gruppo Abele – ha già raccolto più di 145.000 firme.

Il principale obiettivo dell’incontro sarà la costituzione di un intergruppo che lavorerà sull’anticorruzione, per combattere contro le attività illegali nelle Istituzioni pubbliche e nel settore privato, un fenomeno che costa ai cittadini europei circa 120 miliardi di euro all’anno.

L’agenda proposta da Restarting the Future e Libera all’intergruppo consiste di sei punti: protezione dei whistleblower; istituzione della Giornata della Memoria e dell’Impegno il 21 marzo; riconoscimento dei beni confiscati; un impegno maggiore da parte di Europol e Eurojust contro il crimine organizzato; una legge più efficace contro il riciclaggio di denaro; una legge più efficace contro i crimini ambientali.

In nessuna grande nazione dell’Unione Europea la criminalità controlla intere porzioni di territorio e si dimostra in grado di condizionare pesantemente gli apparati dello Stato”: questa la constatazione di Corrado Passera, che era già intervenuto sul dibattito della lotta alle mafie, alla luce anche delle parole del Pontefice durante l’incontro con don Luigi Ciotti (leggi l’articolo “Don Ciotti e Papa Francesco contro le mafie”).

Sul libro “Io siamo”, in cui vengono esposti i punti principali del suo programma, l’ex ministro afferma che “togliere alla criminalità la porzione enorme di economia che essa gestisce sarà il più formidabile stimolo alla crescita economica del nostro Paese”, e che “è indispensabile presidiare con nuove regole (ma senza rendere ancor più complesso l’ordinamento di riferimento) i settori più a rischio d’infiltrazione, per consentire alle imprese di poter competere ad armi pari e senza ostacoli”: Passera si riferisce in particolare “all’edilizia, alla produzione di materie prime per le costruzioni, al ciclo dei rifiuti, alle produzioni alimentari, al commercio al dettaglio, ai centri scommesse”.

Oltre alle indagini e all’opera di repressione, il fondatore di Italia Unica indica la necessità di “creare attorno alle organizzazioni criminali un ecosistema ostile”; ma “questa difficile opera potrà avere successo solo se coordinata a livello internazionale con le altre democrazie che vogliono arginare il crescente peso della criminalità”.

MC

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