L’eccellenza di Matera: “reagire” è possibile


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Sul Memorandum del 19 ottobre (“La passione di Michele e il miracolo di Matera“), Roberto Napoletano cita il caso alcuni ragazzi italiani ideatori di Netberg, un portale di commercio elettronico per le piccole e medie imprese nostrane. La Start-up – finalista al concorso “Innovator of the Year” organizzato dall’Unione europea –, anche se studiata per il mercato italiano, è tuttavia “delocalizzata”, dato che i suoi creatori vivono e lavorano a Londra. Come mai? Semplice: Michele Cuccovillo, uno dei ragazzi, risponde che lì si può usufruire di “un vero credito di imposta del 50 per cento”, e non solo: “per averlo non devi scendere a patti con questo o quel politico per strappare questo o quell’incentivo dopo trattative defatiganti a tratti umilianti”. Dato non da poco. Tutto ciò senza contare che si pagano anche meno tesse. Insomma, un progetto – creato da italiani – per le imprese – italiane – che però per essere attuato deve “emigrare”.

Cuccovillo si chiede se sia possibile per l’Italia “reagire” a questo stato dei fatti. Napoletano è convinto di sì: ne è la prova il caso di Matera. Il direttore del Sole ricorda quando De Gasperi fece sfollare la “città fantasma” a causa delle condizioni igieniche insostenibili; ora la stessa città è stata designata Capitale europea della Cultura per il 2019, dopo avere superato in finale Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. C’è riuscita, afferma Napoletano, “investendo sul capitale di risorse umane, imprenditoriali, artigianali, artistiche, che sono il tratto più profondo della nostra comunità”. Ennesima testimonianza del fatto che per ripartire occorre rinsaldare quel legame tra impresa e territorio che molti, nel passato come nel presente (leggi l’articolo Il ‘Quarto capitalismo’ tra fabbrica e territorio) hanno indicato e indicano come via necessaria per valorizzare le eccellenze italiane.

MC

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