Al via la XXIII Conferenza “Etica ed Economia”


ETICA ED ECONOMIA   Nemetria

Economia ed etica: un binomio formato da due termini spesso considerati inconciliabili, ma che dovrebbe essere uno dei punti cardine di una società civile. Recentemente il tema sta tornando alla ribalta, spesso con riferimento al legame tra impresa e territorio (leggi gli articoli Il “Quarto capitalismo” tra fabbrica e territorio e “Business ethics”, ovvero come conciliare etica ed economia).

Non sempre, anzi raramente, ci ricordiamo che l’Italia è un grande paese manifatturiero”: così Giuseppe De Rita presenta la XXIII Conferenza “Etica ed Economia”, che si svolgerà a Foligno il 24 ottobre e ha come tema “L’etica collettiva di un paese manifatturiero”. La Conferenza è organizzata da Nemetria, associazione senza fini di lucro formata da aziende, banche, enti e università che ha come obiettivo l’organizzazione di eventi focalizzati sui temi dell’economia e della finanza, dell’etica, della cultura d’impresa e della cultura in generale. All’appuntamento annuale, che viene organizzato dal 1991, partecipano personalità del mondo scientifico, religioso, politico ed economico.

Spesso poco considerata anche dall’opinione pubblica più qualificata, la vocazione manifatturiera, afferma De Rita, è sempre stata “il cardine del sistema, il motore della sua dinamica” su cui abbiamo costruito la nostra solidità economica e “la nostra capacità di sopravvivenza nella grande crisi che abbiamo attraversato dal 2007 in poi”. In questa attività “la società italiana esprime la sua aderenza ai valori della competizione, della innovazione di processo, della avventura imprenditoriale, della responsabilità organizzativa, della fedeltà all’oggetto, del primato del fare e saper fare, della stessa relazione fra le persone e della coesione sociale”.

La Conferenza propone dunque la riflessione su una tematica a cui è stata prestata poca attenzione e volontà di approfondimento, in particolare nei confronti dei suoi valori fondanti: una occasione importante “per tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’economia” perché, conclude il presidente del Censis, “noi siamo, e speriamo di restare, un grande paese manifatturiero”.

MC

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