Scuole libere: un altro tabù… e se chiudessero?


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“Difesa della libertà di scuola”, è il titolo del saggio di Dario Antiseri sull’ultimo numero della Rivista Lasalliana diretta da Donato Petti. Un contributo fondamentale, la presenza e l’intervento di Antiseri, al Convegno organizzato dalla Rivista dei Fratelli delle Scuole Cristiane, ieri a Roma. Ovviamente, con il problema annuale dei fondi per le paritarie da reintegrare, mediaticamente il convegno ha rilanciato lo slogan “Una buona scuola con il buono-scuola” (così il titolo de “Il Tempo”, che ha presentato il dibattito e ha intervistato Antiseri, alla vigilia del convegno, guidato proprio dal direttore del quotidiano). Certo, la vera parità “è quella economica”, come ha sottolineato anche Antiseri, aggiungendo che solo “la competizione salverà l’istruzione”. Ma è soprattutto parità di diritti di libertà (per scuole, docenti e allievi) e anche di doveri (per queste si parla di scuole pubbliche, statali e non statali).

Antiseri: “Il monopolio (o quasi-monopolio) statale dell’istruzione garantisce inviolabilità, libertà e responsabilità della persona umana o ne è, piuttosto, la negazione, la soppressione? Ancor più chiaramente: lo Stato di diritto può avanzare la pretesa del monopolio statale nella ‘gestione’ della scuola?”. Grandi pensatori, ricorda Antiseri, hanno dato risposte che, “pur da differenti prospettive, convergono tutti sulla necessità della libertà di insegnamento”. Parliamo di Tocqueville, Rosmini, Stuart Mill, Bertrand Russell…Gramsci: “Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai Comuni”. E poi Einaudi. E Sturzo: “Ogni scuola, quale che sia l’ ente che la mantenga, deve poter dare i suoi diplomi non in nome della Repubblica, ma in nome della propria autorità…”.

Il saggio di Antiseri dedica poi molte pagine alla “difesa della scuola libera” di Luigi Sturzo, della competizione nel sistema scolastico. Al convegno Antiseri ha svolto un appassionato e lucido intervento, che poi il sottosegretario alla pubblica istruzione Gabriele Toccafondi (Nuovo Centrodestra, e quindi non sappiamo fin quanto in accordo col ministro Giannini, Scelta Civica, che ha disertato il convegno) ha felicemente. giornalisticamente sintetizzato dicendo convinto che “buono-scuola è libertà di scelta”, insomma è una battaglia liberale.

Ma qui da noi, dove ancora si legifera ‘di destra’ e ‘di sinistra’, con riforme bloccate su anacronistici ‘tabù’, chi ha il coraggio di condurre una battaglia liberale? Forse Donato Petti, che ha prospettato lo scendere in piazza degli ‘educatori liberali’ (in Francia s’è fatto!) finalmente riuniti in Movimento e perfino una ‘serrata’ delle scuole cattoliche: già quelle costrette a chiudere per i tagli governativi da vari anni a questa parte ‘costano’ alle casse pubbliche molto di più dei velleitari risparmi.

Gian Paolo Vitale

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