Il modello dei Sindaci di Corrado Passera e l’esempio di Luigi Sturzo


coccarda

Elaborare una proposta di legge che corregga il Patto di Stabilità Interno e permetta alle Amministrazioni Comunali di utilizzare liberamente gli avanzi di gestione e i proventi derivanti da dismissione di proprietà comunali e che preveda l’incasso diretto da parte del Comune della tassa o delle tasse comunali (oggi Tasi/Tari/ecc., domani Tassa Unica Comunale)”: è la proposta di Corrado Passera contenuta nella lettera inviata dal leader di Italia Unica ai primi cittadini dei Comuni italiani. Nel testo, Passera si dichiara “convinto che, se ci impegniamo con coraggio e generosità ma soprattutto avendo un chiaro progetto-Paese, possiamo uscire da questa crisi. Certo, sono necessari interventi incisivi e strutturali e soprattutto è necessario tornare a considerare i Comuni e i Sindaci come attori positivi del territorio”.

Il progetto di Italia Unica parte dunque dal territorio, come dichiara il coordinatore Lelio Alfonso, insistendo sul fatto che la modifica del Patto di stabilità non è un mero artificio contabile, ma la strada per premiare gli amministratori che si rivelano virtuosi e capaci: “L’incasso diretto delle tasse comunali, o meglio ancora di un’unica tassa, come sarebbe logico se si lavorasse per semplificare realmente il sistema burocratico, è l’applicazione logica del rapporto corretto tra Stato e cittadino che fruisce dei servizi di quella comunità. Ed è anche una forma chiara per valutare se quella amministrazione sa fare bene il proprio lavoro”.

Alfonso lamenta una eccessiva presenza di livelli di governo che genera confusione, problema non risolto dalla recente “non riforma” delle Province, che anziché cancellare questi enti – che sarebbero potuti risultare più efficaci delle regioni, se caricati delle opportune responsabilità – ne confonde i profili, “tra aree metropolitane e enti con competenze ancora da definire”. Questa “miopia istituzionale” – continua il coordinatore di Italia Unica – fa sì che il Comune resti in ogni caso “l’ente di riferimento per eccellenza e i Sindaci la figura fiduciaria, soprattutto in realtà medio piccole dove il rapporto è più facile e diretto”.

Giovanni Palladino, segretario politico e fondatore dei Popolari Liberi e Forti, ha così commentato l’iniziativa:

“ANCHE LUIGI STURZO LA PENSAVA ALLO STESSO MODO, SOPRATTUTTO DOPO AVER FATTO QUEL LAVORO PER BEN 15 ANNI (DAL 1905 AL 1920) ALLA GUIDA AMMINISTRATIVA DI CALTAGIRONE. IL MUNICIPALISMO STURZIANO NACQUE PROPRIO COME ANTIDOTO AL CENTRALISMO STATALISTA (E POI DAGLI ANNI 70 IN POI ANCHE REGIONALISTA), FONTE DI GRANDI SPRECHI E DI CORRUZIONE. MA SE NEL COMUNE DOVESSERO PREVALERE INCOMPETENZA E/O DISONESTA’, NON C’E’ ANTIDOTO CHE POSSA FUNZIONARE. DI QUI LA GRANDE PREOCCUPAZIONE DI STURZO DI VIVERE LA POLITICA COME SERVIZIO AL PUBBLICO E AL BENE COMUNE, NON COME “PASSIONE” PER I PROPRI INTERESSI PRIVATI. E’ AUSPICABILE CHE LO STESSO SPIRITO DI SERVIZIO AL PAESE ANIMI L’IMPEGNO POLITICO DI CORRADO PASSERA E DI TUTTI I SINDACI ITALIANI, CHE DALL’ESPERIENZA DEL PRO-SINDACO STURZO POSSONO ANCORA TRARRE UTILISSIMI INSEGNAMENTI”.

Redazione Libera e Forte

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