Il leader c’è, ma il consenso?


ELEZIONI: RENZI, MI SON MANGIATO MANI MA A BERSANI PRIMA MOSSA

Per Marc Lazar la strada delle riforme passa per un maggiore coinvolgimento dei corpi intermedi. “Merito”, “talento” ed “etica” sono le parole chiave per un rinnovamento della politica

Renzi dovrebbe prestare estrema attenzione al rapporto con Confindustria, sindacati e tutti gli altri corpi intermedi che in questo momento tengono coesa la società italiana. Ci vuole un dialogo costante, rispettoso e capillare”: solo in questo modo, afferma Marc Lazar in una intervista sulla Domenica del Sole (“Riforme deboli senza consenso” di Filippo Astone, 30 nov.), il presidente del Consiglio potrà varare riforme efficaci. Continuare a mantenere “un atteggiamento antagonista o di degnazione” potrebbe costituire un serio ostacolo alla sua missione.

Il politilogo francese insiste sul problema delle riforme, di cui non solo l’italia ma tutta l’Europa ha urgente bisogno, altrimenti “nel giro di qualche anno ci ridurremo a un museo dell’arte, della storia e della gastronomia”. Il punto è che “le riforme, per essere approvate e diventare veramente efficaci nel momento della loro applicazione, hanno bisogno di consenso. E la politica, delegittimata come è oggi, non basta più a fornirlo. È essenziale il contributo dei corpi intermedi”.

Nell’era del “potere liquido”, in cui il modello della struttura verticale della società non è più applicabile, “anche un forte consenso di un capo che si illude di di poter imporre tutto grazie a questo, può venire facilmente disperso in una nuvola di vapore”. Al concetto di government (che Astone definisce la “modalità classica di governo di chi prende le decisioni e le fa eseguire”) va sostituito quello di governance (ovvero, precisa ancora l’intervistatore, l’attività di governo di un territorio “che deriva dal concorso delle iniziative e delle attività messe in campo da tutte le componenti sociali che vi insistono”), sicuramente più complesso e delicato, in quanto più “aperto”. È in questo contesto che si rivela l’importanza del coinvolgimento dei corpi intermedi per l’affermazione delle riforme.

Uno dei mutamenti sostanziali delle democrazie europee, affferma Lazar, consiste nel sentimento di esclusione dal processo decisionale da parte dei cittadini/elettori i quali, per ovviare a questa mancanza, tentano di partecipare alla vita pubblica attraverso forme associative, che in questa fase storica sono infatti molto fiorenti: non solo i classici corpi intermedi, ma anche le associazioni, i movimenti religiosi e il volontariato.

Riguardo alla politica, il suo rinnovamento per Lazar deve essere necessariamente “basato sulle generazioni e soprattutto sulle competenze. Occorre tenere come punto di riferimento parole come merito, talento ed etica. E inserire anche elementi di diversità etnica, generazionale, di genere e culturale. Tutta la cittadinanza deve riconoscersi nella classe dirigente, pur nel rispetto di posizioni diverse”.

MC

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