Libri, “buona cultura” e libertà


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“Più libri più liberi”: la “zeppa” che dà luogo al nome della fiera della piccola e media editoria che si svolge ogni anno a Roma e che si è appena conclusa non è un semplice gioco di parole: ci ricorda che la libertà non è uno status già acquisito o scontato – come alcuni vorrebbero far credere – ma un obiettivo da conquistare e difendere costantemente.

Nel dizionario latino Olivetti la parola “liber” ha significati differenti: come sostantivo “libro”, appunto, ma anche “figli, prole”; come aggettivo, spazia tra diverse sfumature tra cui “socialmente e politicamente libero; indipendente, immune, senza impedimenti; franco, schietto, sincero”. Quando Sturzo scelse questa stessa parola per il suo appello ai “Liberi e forti” aveva probabilmente ben riflettuto sulla sua radice etimologica, che interessa la condizione sociale, quella caratteriale e quella morale: per contribuire al bene comune occorre essere autonomi non solo socialmente, ma anche “politicamente” (ovviamente non nel senso di appartenenza ma di libertà individuale), anzi addirittura “immuni”… e, infine, sinceri.

L’occasione per queste riflessioni mi viene quando, tra uno stand e l’altro, sulla parete sinistra dell’espositore di Effatà editrice mi compaiono davanti le copie del volume ‘Luigi Sturzo. Per un’Italia possibile di Veronica Diomede, studio ben documentato e ricco di spunti attuali di cui già ci siamo occupati qualche tempo fa; poco più in là, le Edizioni di Comunità propongono il repertorio degli scritti e dei discorsi di Adriano Olivetti; ci fermiamo a discutere sulla necessità di recuperare le parole e il pensiero di chi ha cercato di diffondere l’amore per la cultura e l’importanza della dignità della persona nella vita sociale.

Le Edizioni Dehoniane Bologna propongono in primo piano ‘Missione della Chiesa e dottrina sociale di Carlo Ciattini, con presentazione di mons. Toso: sulla quarta di copertina leggiamo che “in quest’epoca di crisi economica e finanziaria diviene particolarmente importante per ogni cristiano non trascurare un’adeguata conoscenza della Dottrina sociale”, che ha come fondamento “un vasto progetto di rinnovamento che si richiama alla più profonda e autentica spiritualità cristiana”, anche “in vista di un ripensamento dei modelli di sviluppo dell’intero pianeta”. Ricordiamo anche della stessa casa editrice La dottrina sociale della chiesa. Le acquisizioni e le nuove sfide di Giorgio Campanini, professore di dottrine politiche e già autore di ‘Il pensiero politico di Luigi Sturzo. Il libro intende rilanciare una visione, recentemente ribadita da papa Francesco in ambito sociale, che “non ha esaurito la propria funzione storica, ma è al contrario chiamata ad affrontare i nuovi scenari del XXI secolo”.

Sturzo, Olivetti, Dottrina sociale: uno spesso filo interseca questi nomi e queste tematiche, e fa piacere notare la loro presenza in un contesto che, per varietà dell’offerta e vasta presenza generazionale, dimostra come sia ancora possibile proporre “buona cultura” per il bene comune – a patto ovviamente di possedere quelle qualità su cui ci siamo soffermati all’inizio, e che possono essere sviluppate con l’esercizio del pensiero critico e di qualche buon libro. Nella speranza di poter tornare a chiamare i nostri figli, come un tempo, “liberi”.

MC

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