Napolitano… e poi?


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Autorevolezza, competenza, indipendenza: queste le caratteristiche del “presidente che serve all’Italia” nelle riflessioni di Corrado Passera. Sul dibattito riguardante l’eventuale prossimità di un dopo Napolitano, il leader di Italia Unica non si sbilancia ma preferisce individuare quali siano gli attributi necessari al corretto svolgimento del ruolo: “Prima del nome vanno individuate le caratteristiche che devono contrassegnare chi va collocato sullo scranno più alto della Repubblica, e solo dopo aver raggiunto una soddisfacente intesa su tali criteri, si può procedere alla scelta della persona”.

Dunque autorevolezza, “interna ed internazionale”: per garantire che governo e Parlamento possano perseguire “l’immane compito” a cui sono chiamati, “è indispensabile che sul Colle sieda una persona dotata di solida credibilità sia verso gli interlocutori interni sia verso le cancellerie ed i mercati internazionali. In sintesi: serve un personaggio di polso e di prestigio, non un taglianastri”.

Quanto alla competenza istituzionale, continua Passera, l’idea che possa essere chiamato a ricoprire un ruolo così delicato un personaggio che gode semplicemente di una certa popolarità o “che si è reso famoso in settori completamente estranei a quello politico, è frutto di una concezione avventurista delle istituzioni che se inverata sarebbe foriera di danni non facilmente recuperabili, con il pericolo di minare in maniera forse irreversibile la già non eccelsa considerazione” di cui purtroppo gode il nostro Paese. Non ci serve, dunque, un semplice “pennacchio”, un presidente “tanto famoso quanto futile”.

Infine l’indipendenza di giudizio, unita all’equilibrio di valutazione, che viene definita da Passera la qualità più importante: “per scongiurare ogni eventualità di incidenti di percorso o di strumentalizzazioni in settori fondamentali della vita democratica, è decisivo che chi è chiamato ad esercitare il ruolo di arbitro possa svolgere il suo compito al riparo da incursioni politiche o di schieramento volte a indirizzare o addirittura condizionare le scelte del presidente della Repubblica”.

Autorevolezza, competenza, indipendenza. Ecco quello di cui abbiamo bisogno. Il resto, conclude il fondatore di Italia Unica, “sono manovre di piccolo cabotaggio che non producono altro risultato che svilire un panorama già sufficientemente cupo”.

MC

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