L’insegnamento di Luigi Sturzo sulla “corruzione impunita”


sturzo-il-maestro

In apertura dell’articolo “Soldi ai partiti, trasparenza e agevolazioni per i cittadini” (sulla prima pagina del Messaggero del 22 dicembre), Francesco Grillo ricorda la figura di Luigi Sturzo, che definisce “il politico italiano che ha incarnato l’idea stessa dell’esistenza di una moralità della politica” e cita una sua frase sulla trasparenza: “Quando entrate e spese sono circondate dal segreto circa la loro provenienza e destinazione, la corruzione diventa impunita”; poi ci ricorda che proprio Sturzo è stato il primo in Italia a proporre l’introduzione del finanziamento pubblico ai partiti.

Siamo nel 1958, e il disegno di legge proposto costituiva la risposta al primo – di una serie infinita, possiamo affermare oggi – episodio di corruzione di carattere nazionale: un istituto di gestione della riscossione delle tasse sui consumi avrebbe infatti “sovvenzionato” la maggior parte dei partiti per ottenere l’appalto. “Sturzo – continua Grillo – che era anche un liberale (cattolico) contrario a una presenza eccessiva dello Stato, con realismo immaginò che un antidoto alla corruzione potesse essere, appunto, far pagare ai contribuenti il costo della politica, eliminando la cosa che riteneva in assoluto più pericolosa: la mancanza di trasparenza”.

L’amara constatazione che ne deriva è che dopo quasi cinquant’anni “la politica italiana, nonostante varie riforme del finanziamento del suo costo, sembra essere diventata l’esatto contrario di quello che era l’aspirazione del prete dell’appello agli uomini liberi e forti”. La sensazione di Grillo è che “ci ritroviamo oggi a dover combattere un problema che si è rivelato più complicato e le cui conseguenze sono peggiori di quanto non si potesse teorizzare negli anni sessanta”. È probabile che a quei tempi non si avessero previsto una tale sfrenata incontinenza e una tale decadenza – in primo luogo morale – della classe politica.

La drammaticità della situazione a cui siamo approdati è ora sotto gli occhi di tutti: la corruzione si è infiltrata dappertutto, così come la mafia, che ha conquistato anche la Capitale; il finanziamento pubblico, creato per garantire maggiore trasparenza, è stato trasformato in uno strumento di arricchimento personale e negli ultimi vent’anni ha portato nelle casse dei partiti quasi tre miliardi di euro.

Proprio per questo, aggiungiamo noi, è il momento di riportare alla luce l’insegnamento di uomini come Luigi Sturzo, che ha dedicato la vita alla promozione del bene comune e alla lotta contro la corruzione e la mafia. Perché una società priva dei fari necessari per orientarsi è una società immersa nell’oscurità, pronta a lanciarsi con avidità su ogni cosa che luccica.

MC

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