Ludopatia istituzionale: un Governo con il “vizio del gioco”


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A proposito di gioco d’azzardo: il 18 dicembre 2014 presso la sala stampa di Montecitorio una rappresentanza del movimento Slotmob1 ha incontrato una delegazione parlamentare per chiedere di sbloccare l’iter del testo unificato – a firma della deputata Paola Binetti – per la prevenzione, la cura e la dipendenza da GAP (Gioco d’Azzardo Patologico).

Il testo è al momento bloccato alla Commissione Bilancio della Camera: un’analisi dei Monopoli di Stato ha infatti stimato che, in caso di approvazione della legge, la sua applicazione produrrebbe costi erariali estremamente elevati. Tuttavia, anche se durante l’incontro i parlamentari hanno confermato in maniera unanime la “parzialità e infondatezza dell’analisi dei Monopoli”, l’impressione della rappresentanza Slotmob è fin troppo chiara: nel comunicato stampa diffuso si legge che “il Governo non intende affrontare il problema con la determinazione necessaria, consentendo che gli interessi delle lobby concessionarie calpestino l’interesse dei cittadini”.

Nel comunicato stampa si ricorda inoltre che il Governo ha appena approvato un “emendamento scandaloso, che consente al Ministero dell’Economia e delle Finanze – su richiesta dei Monopoli – di prendere provvedimenti per rilanciare quei ‘giochi’ che nell’ultimo triennio abbiano subito un calo delle giocate e del gettito erariale del 15 per cento. Mentre – da una parte – il governo Renzi stanzia, nella legge di stabilità, 50 milioni di Euro per la cura dei giocatori patologici, – dall’altra – si contraddice, sostenendo i ‘giochi’ che ‘rendono meno’ e che sono la causa della dipendenza stessa contraddicendo in tal modo quel ‘rilancio morale’ del Paese che il presidente Renzi non cessa di ripetere”.

L’associazione NeXt (Nuova economia per tutti), promotrice della campagna Slotmob, dichiara, oltre alla necessità di combattere quello che non è “solo un problema di giocatori patologici, ma un cancro economico e sociale che sta divorando l’Italia e che va smontato alla radice”, la determinazione a non volere “riconoscere la sconfitta di vivere in un Paese dove ogni anno più di 80 miliardi di euro vengono sottratti all’economia sana, con profitti enormi per le aziende concessionarie del settore e costi sociali, familiari, economici a carico della collettività”.

MC

1   Iniziativa sorta per premiare i bar che non hanno slot machine che finora ha promosso 74 incontri a cui hanno partecipato circa 200 realtà associative. Il comitato promotore è composto da: Daniele Albanese, Leonardo Becchetti, Luigino Bruni, Luana Canova, Carlo Cefaloni, Flavia Cerino, Gabriele Mandolesi, Francesco Naso, Vittorio Pelligra, Luca Raffaele, Giuseppe Riccio, Alessandra Smerilli, Alfredo Sguglio, Ivan Vitali.

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