L’Italia colpita da una grande deformazione culturale


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di Giovanni Palladino

Dal libro di recente pubblicazione SERVIRE NON SERVIRSI di Luigi Sturzo edito da Rubbettino emerge chiaramente come l’Italia sia stata colpita da una grande deformazione culturale a partire dalla fine degli anni ‘50, quando la Dc iniziò ad allontanarsi dal solco moderato e liberale tracciato da uomini di pensiero e di azione come lo stesso Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Luigi Einaudi, Adriano Olivetti. Questi grandi italiani erano nettamente contrari al pesante intervento dello Stato nell’economia nel ruolo improprio di imprenditore e di banchiere. Altrettanto contrario lo fu in Germania il Cancelliere Konrad Adenauer, che in poco più di un decennio riuscì – grazie ai valori e ai principi dell’economia sociale di mercato – a far risorgere il suo Paese dalle rovine della guerra, fornendo una base morale e culturale alla società tedesca che è stata rispettata sia dai governi cristiano-sociali che dai governi socialdemocratici.

Nel suddetto libro Sturzo ci tiene innanzitutto a dire che i suoi scritti di natura politica, economica e culturale erano rivolti soprattutto agli “amici democristiani”. Grazie alla grande vittoria elettorale del 1948, la Dc assunse la responsabilità di portare l’Italia verso un sano ed equilibrato sviluppo economico-sociale, dopo secoli di povertà di massa per lo sfruttamento del popolo da parte delle “nobili” aristocrazie e oligarchie. Queste furono sempre impegnate a SERVIRSI che non a SERVIRE i loro sudditi, essendodel tutto naturale che fossero i sudditi a servire loro.

La fine del mondo aristocratico e oligarchico, secondo la visione di quei grandi uomini democratici e liberali, avrebbe finalmente consentito al popolo – con il tempo più istruito e “curato” grazie all’arrivo della democrazia e della libertà – di vivere in una società governata da una classe dirigente più “amica” che non “nemica” della persona umana. A patto che venisse rispettato un fondamentale principio: che le oligarchie dei secoli passati non venissero sostituite dall’oligarchia degli imprenditori pubblici e dei grandi imprenditori privati loro amici. Per garantire nel tempo una maggiore giustizia sociale era infatti necessario che alla conquistata libertà politica si accompagnasse una vera libertà economica, controllata e resa responsabile da un arbitro imparziale, che facesse rispettare le regole del gioco e che non assumesse anche il ruolo di giocatore e di concorrente sleale con la scusa di essere di aiuto allo sviluppo.

Purtroppo questo iniziale aiuto temporaneo, necessario negli anni ‘50, si è poi trasformato in una lunga e pesante occupazione dell’economia da parte del settore pubblico. Sturzo avvertì con grande anticipo che quanti più soldi sarebbero passati per le mani dello Stato tanto più la politica si sarebbe corrotta e avrebbe corrotto con gravissimi danni per l’Italia. Siamo stati così travolti da una deformazione culturale, che ha favorito il dilagare della corruzione pubblica e privata, dando spazio a tanta incompetenza e immoralità. Mali che si potranno ridurre (è utopia eliminarli del tutto) solo con una “rivoluzione” culturale e morale.

Ripartire da Sturzo, De Gasperi, Einaudi, Olivetti e altri operatori e testimoni di grande spessore culturale e morale è necessario, anche per fare una OPERAZIONE VERITÀ per i giovani, così da renderli protagonisti più consapevoli per domani.

One thought on “L’Italia colpita da una grande deformazione culturale

  1. Buongiorno Giovanni,
    proprio in riferimento al suddetto articolo e al pensiero del grande Don Sturzo, che dovrebbe rappresentare un faro per chi sceglie l’impegno politico e sociale, mi permetto di riportare, in quanto molto pertinente a questo articolo, un mio articolo circa l’avvenuta costituzione del Parlamento Virtuale e l’intervento del sottoscritto a margine dello stesso in cui è contemplata la citazione propria di Don Luigi Sturzo “Servire non servirsi”. Grazie per la disponibilità, un caro saluto, S.re DeVono.

    pv-reali
    In Italia nasce il Parlamento Virtuale con Cittadini reali – di S.re DeVono –
    https://sdevono.files.wordpress.com/2015/02/pv-reali.jp

    Nei giorni 6/7 e 8 febbraio, presso il Centro Congressi del Resort Residence Parco Tirreno, si sono tenuti i lavori che hanno sancito la costituzione del Parlamento Virtuale, ideale replica di quello reale, attraverso la regolare elezione di Presidente, Vicepresidenti, Segretari, Questori e tutte le relative Commissioni anch’esse con Presidenti, Vicepresidenti e Segretari. I lavori si sono svolti in un clima di assoluto entusiasmo e tanta voglia di voler contribuire con le proprie idee ed i propri suggerimenti al miglioramento complessivo del Paese Italia, come emerso dai tanti, vari interventi dei partecipanti succedutesi e da quello del sottoscritto, che di seguito pubblico, per tutti quelli che per motivi diversi, purtroppo, non hanno avuto la possibilità di partecipare ai lavori.
    Innanzitutto, voglio esprimere il mio personale ringraziamento all’On.Le Gianfranco Rotondi ed ai suoi più vicini collaboratori, al quale va il merito di aver consentito che tutto ciò potesse realizzarsi, con grande impegno e determinazione, centrando l’obiettivo della rappresentanza sia territoriale, che dei diversi strati sociali e professionali ma, soprattutto lo ringrazio per aver rispettato l’impegno della trasversalità ideologica, come sottinteso nel mio intervento e come dallo stesso comprovato dall’invito ai lavori di personaggi politici di opposti schieramenti come l’On.le G. Meloni di venerdì sei, dell’On.le L.Violante di sabato sette e l’intervento telefonico dell’ex Premier Berlusconi di domenica otto, che hanno espresso apprezzamento all’iniziativa e avuto parole di incoraggiamento e stimolo, per tutti noi partecipanti.
    Quindi, auguro a tutti noi, On.li colleghi del Parlamento Virtuale, un proficuo lavoro che possa realmente contribuire a realizzare utili interventi alle tante aree di miglioramento di cui il nostro Paese abbisogna, che possa altresì svolgersi nel pieno rispetto e nel “solco” del grande pensiero dell’ illustre “Don Luigi Sturzo”, “Servire e non servirsi”, esercitando “la politica come spirito di servizio”, pur nel confronto su posizioni diverse, per le diverse tendenze ideologiche di ognuno di noi ma, senza mai perdere il fine ultimo, quello di contribuire per il bene di tutti e soprattutto nell’interesse delle prossime generazioni, quelle dei nostri figli, verso i quali abbiamo il sacrosanto dovere di consegnare un Paese migliore, da amare e da rispettare ma, soprattutto di cui sentirsi parte integrante, che possa essere in grado di soddisfare le loro legittime aspettative ed aspirazioni, dando sbocco a concrete prospettive economiche e professionali.
    Cordialità, On.Le (del Parlamento Virtuale), Dott. S.re DeVono – B.A.

    Intervento dell’On.Le Devono Salvatore del “Parlamento Virtuale” del sabato sera 7 febbraio.
    On.li Colleghi buonasera,
    io sono Devono, Salvatore DeVono, professionista di Crotone; innanzitutto, mi sembra doveroso da parte mia, ringraziare la Redazione della “Discussione”, che ha fortemente creduto e contribuito alla realizzazione di questa lodevole e meritoria iniziativa, buon viatico per l’esercizio di una democrazia partecipata e partecipativa, seppur attraverso un Parlamento Virtuale, rappresentativo di tutto il territorio nazionale, sia per aree geografiche che per strati sociali e professionali ma, soprattutto per tendenze ideologiche diverse, realizzando la cosiddetta trasversalità geopolitica, da considerare come un valore, di questo civico consesso, luogo ideale di dibattito e confronto e non una tara da sterilizzare, a cui qualche collega, che mi ha preceduto, ha fatto riferimento.
    Sabato scorso ho avuto il piacere di partecipare ad un evento, tenuto presso la vicina “Casa Generalizia”, che ha riguardato la presentazione di un libro sul grande Don Luigi Sturzo, il cui titolo è: “Servire e non servirsi”, riferimento del tutto non casuale alla politica, quella nobile però, che viene svolta nell’interesse comune e con spirito di servizio, non per prendere, quindi ma, per dare. Questa è una iniziativa che và in quella direzione, qui, non ci sono gettoni di presenza, prebende e privilegi, ne tantomeno sono previsti vitalizi ma, solo contributi utili a ritorno zero da parte di tutti noi partecipanti. Questa è la giusta direzione da dare alla politica cosiddetta reale ma, nel gioco delle parti, forse è più reale quella esercitata dal Parlamento Virtuale, utile interfaccia di prossimità, perché affronta i temi veri, quelli che affliggono ogni giorno tutti quanti noi ed i nostri cari concittadini, ai quali bisogna dare risposte concrete ed efficaci.
    Auspicando continuità, e consolidamento nel tempo dell’iniziativa, auguro a tutti noi, un proficuo quanto edificante lavoro di collaborazione, nell’interesse supremo del bene comune. Grazie a tutti e felice serata.

    Parl.to Virtuale.Assemblea Costituente

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