Una rete di “Solidarietà Popolare” al servizio del bene comune


SOLIDARIETÀ POPOLARE1

Un appello a tutte le donne e gli uomini “appassionati del nostro Paese, solidali con tutte le persone interessate alla costruzione del bene comune, animati dai valori della Costituzione e della millenaria cultura cristiana e partecipi dell’anelito verso un cammino di unità e pace universale fra tutte le donne e gli uomini del pianeta”: è il Manifesto di “Solidarietà Popolare”, federazione nata il 28 marzo 2015 e formata da venti associazioni ispirate ai valori della Costituzione e della cultura cristiana. Obiettivo della federazione, persieduta da Gianni Fontana, è “andare oltre il micro leaderismo del movimento cattolico” per dare vita a “un laboratorio di partecipazione democratica e pluralista” e infondere nella “’città dell’uomo’ alta sinergia tra l’ispirazione cristiana, i molteplici orientamenti religiosi e le culture di matrice laica ugualmente ricche di umanesimo e solidarismo”.

Dialogo costruttivo, assunzione delle proprie responsabilità, lavoro, sussidiarietà sono le parole chiave del documento, che presta un’attenzione particolare alla sfera economica – “puntiamo a superare in particolare il miope liberismo economicistico attualmente prevalente, per ridare alla economia reale, e con essa al lavoro di tutte le persone, quel primato che ripudia ogni sudditanza alla finanza manipolatrice e agli oligopoli privilegiati” – e imprenditoriale: “pensiamo all’impresa come a una comunità di lavoro e di destino solidale, ove un profitto ragionevole e trasparente venga condiviso fra imprenditori e lavoratori nel quadro di una comune partecipazione anche alle responsabilità gestionali”.

Una particolare menzione viene riservata ai sistemi scolastici e formativi e alla necessità di un loro rinnovamento, per “poter rifondare tali politiche generali in direzione dei valori sicuri di un umanesimo integrale, sia per sconfiggere il drammatico fenomeno dell’impoverimento progressivo di caratura della classe politica, e dirigente in genere, sia per offrire concretamente alla vita di tutti i cittadini senso e orizzonti di autorealizzazione compiuta”.

Nella tradizione della Dottrina Sociale Cristiana, non viene ovviamente dimenticato il valore dell’individuo, fattore che funge da collante tra i vari ambiti per la realizzazione del bene comune: “al centro di ogni iniziativa economica, sociale, culturale e politica è la finalità di restituire dignità stabile alla persona umana”.

In questa cornice di “riorientamento” il Manifesto interpreta il ruolo di uno “Stato sociale”, presente soprattutto “con l’indicazione degli obiettivi e la verifica del rispetto delle regole, mentre gran parte dell’iniziativa è consegnata alla freschezza, vivacità, calore umano, fantasia, libertà organizzativa dei corpi intermedi”.

Ricordiamo che Solidarietà Popolare organizza presso il convento di San Sisto in piazza Numa Pompilio a Roma una serie di incontri dal titolo “Sulle orme di chi ha servito”, per “ricordare al vasto e disunito mondo dei cattolici in politica la concretezza dell’esperienza di grandi uomini del passato che hanno saputo bene interpretare nel corso della loro vita le parole del Vangelo e l’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa”: il 5 maggio è stata la volta di Alcide De Gasperi, ricordato dalla figlia Maria Romana, mentre il 19 maggio sarà dedicato alla figura di don Luigi Sturzo, ricordato nel libro “GOVERNARE BENE SARÀ POSSIBILE – COME PASSARE DAL POPULISMO AL POPOLARISMO” di Giovanni Palladino, edito da Rubbettino.

Redazione Libera e Forte

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