“Il buon governo esige buona cultura”…


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…è il titolo di un capitolo del libro di Giovanni Palladino “Governare bene sarà possibile”, in cui l’autore – richiamando il motto di Sturzo “La speranza è un dovere” – focalizza l’attenzione sulla necessità di un impegno collettivo per il bene comune e di una formazione culturale per la classe politica e dirigente

Nel mondo della moneta “la verità è la grande assente”: Giovanni Palladino riprende la frase di suo padre, l’economista Giuseppe Palladino, che fu l’esecutore testamentario di don Luigi Sturzo e fu vicino al sacerdote siciliano nell’ultimo periodo della sua vita. Questo vuoto di verità, afferma l’autore, è dovuto al fatto che “la grande assente è stata anche la buona formazione politica”, e ciò si è rivelato “un grande peccato di omissione del mondo politico, che ha fornito (e sta fornendo) tanti assist al populismo e ai tanti movimenti violenti, che in Italia e in altri Paesi stanno crescendo per protestare anche contro quello che il cardinale Maradiaga (autore della prefazione al volume, ndr) chiama il ‘cancro della società moderna’, la corruzione, di cui si nutrono la cattiva politica e la cattiva economia”.

Il problema della formazione è dunque centrale, e “questo fondamentale servizio per migliorare il nostro futuro” continua il leader dei Popolari Liberi e Forti “può essere fornito solo dal cuore e dall’intelligenza dell’iniziativa privata. È un ‘colpo d’ala’ che potrebbe favorire il risultato straordinario – per l’Italia e per il mondo di domani – del buon governo”. A tale proposito, Palladino cita “l’esempio coraggioso, generoso e purtroppo solitario di Adriano Olivetti”.

Se chi è al volante della politica guida male, prima o poi va a sbattere, con danno per tutti i passeggeri”, continua Palladino, che afferma di avere scritto questo libro “soprattutto per i tanti, credenti e non credenti, che non hanno più fiducia nella politica e hanno deciso di non andare più a votare. In particolare, l’ho scritto per i cattolici impegnati in politica o che desiderano impegnarvisi”.

Nel capitolo vengono riportate le parole dell’ultimo articolo di Sturzo, pubblicato un giorno dopo la sua morte, il 9 agosto 1959, su Via Aperta: “La colpa più grave degli individui e dei nuclei umani, nonché delle istituzioni, sarebbe quella di non avere fiducia di poter superare il male con il bene; il che sarebbe l’indice della mancanza di fiducia nella libertà, dono di Dio, e in Dio stesso, il donatore di ogni bene”. Il titolo dell’articolo era “Economia e moralità”.

L’autore del volume riprende e continua questa esortazione, oggi più che mai attuale: “Dobbiamo darci da fare, perché governare bene sarà possibile solo con un ‘esercito’ di persone di buona volontà e di buona cultura in concorde azione. Penso che contribuire a realizzare questo obiettivo sia uno dei più nobili compiti che possa svolgere un essere umano. Ed è il vero, unico compito della politica. È quindi urgente recuperare il grande valore del ‘fare politica’, oggi tanto svalutato.

Nel rivalutarlo ci possiamo salvare tutti”.

MC

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