Don Ciotti ricorda le capacità profetiche di don Sturzo (ma attenti all’inganno del pensiero unico)


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di Giovanni Palladino

Su IL FATTO QUOTIDIANO del 25 giugno don Luigi Ciotti, Presidente di LIBERA (Presidente Onorario è il Prof. Nando dalla Chiesa), ha lanciato un anatema contro ‘Mafia Capitale’:

“Le piovre ci stanno stritolando. Mafia e corruzione nel nostro Paese sono due facce della stessa medaglia. E poiché ci stanno impoverendo tutti, la lotta per distruggerle deve coinvolgerci tutti. Don Luigi Sturzo era stato profetico: il braccio della criminalità sarà anche in Sicilia – aveva detto all’inizio del Novecento – ma la testa è a Roma”.

A soltanto 29 anni, nel 1900, il sacerdote di Caltagirone scrisse un dramma in 5 atti (“LA MAFIA”), dove mise in stretto collegamento la mafia e la politica, denunciando la loro interessata convergenza non solo a livello locale, ma – ‘su per li rami’ – anche a livello nazionale. Era la profetica e inevitabile contaminazione di un sistema partitocratico, dove il consenso politico – acquisito anche con mezzi criminali – era finalizzato alla conquista del potere per SERVIRSENE a fini privati più che per SERVIRE la società e il bene comune.

E uno dei casi più clamorosi di “Mafia Capitale” riguarda proprio un “generoso” appalto di migliaia di migranti ospitati a Mineo (un paese a pochi chilometri, guarda caso, da Caltagirone), ma concluso a Roma da una coop sociale di alto bordo, nonché di favori reciproci (privati e politici). Come dire: il braccio a Mineo e la testa a Roma.

Davanti a tanto degrado politico, economico e morale, Grillo lancia un facile quanto attraente slogan: L’ONESTÀ RITORNERÀ DI MODA. Ma si sa che l’onestà gestionale non basta. Oltre alla competenza, ci vuole anche l’onestà intellettuale. Molti grillini stanno abbandonando il M5S, perché si sono accorti di essere stati manipolati in un ambiente dove non esiste libertà di pensiero e di parola che non siano quelli del binomio al vertice. E se – tanto per fare due esempi – un grillino è contrario al Ddl sull’utero in affitto o sul matrimonio gay, l’espulsione è certa.

L’ultima a farne le spese è stata proprio la responsabile del settore comunicazione del M5S.

Attenzione quindi di non cadere dalla padella dei politici corrotti e dei mafiosi nella brace della “setta” populista del pensiero unico, che esige cieca obbedienza. Il nostro compito è di far capire che il neo-popolarismo di matrice sturziana è la vera via d’uscita per l’Italia, vittima da troppo tempo sia della malapolitica che dell’antipolitica falsamente risanatrice.

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