Grillo scherza con il fuoco


Beppe Grillo, leader of the Five Star Movement

di Giovanni Palladino

Il carattere fortemente populista del M5S – guidato da due populisti doc – si conferma con la recente grave affermazione di Grillo: “Anche l’Italia è già in default”.

Significa che il comico genovese punta allo sfascio del Paese per poi ricostruirlo. Come? Con i suoi anatemi moralisti e con le sue teorie semplicistiche? Il nostro augurio è che gli italiani capiscano presto che dare il consenso a un simile Robespierre sarebbe una vera follia, che causerebbe davvero il fallimento del Paese. I libri di storia ci dicono chiaramente che i movimenti populisti non hanno mai curato con successo i mali che condannavano. Le pur giuste proteste non sono mai state sostenute da soluzioni adeguate ed efficaci per mancanza di esperienza e di competenza.

Ma come uscire dall’attuale crisi italiana ed europea, aggravata dalla probabile uscita della Grecia dalla zona euro, anche se poi domenica prossima la maggioranza del popolo greco, forse, voterà per non uscirne? I governi europei devono avere il coraggio di correggere molte norme restrittive del Trattato di Maastricht e in particolare il sistema di calcolo del “tetto” del 3% (il disavanzo pubblico annuo non può essere superiore al 3% del Pil).

Da tempo sosteniamo che in questo calcolo non devono essere incluse le spese per gli investimenti pubblici produttivi e soprattutto non deve essere inserito il mancato gettito tributario causato dalla deducibilità fiscale degli investimenti produttivi effettuati dalle imprese e dalle famiglie. Il primo requisito per la ripresa di una economia è la creazione di un clima di fiducia tra le imprese e le famiglie. Per crearlo non basta inondare di liquidità il mercato, come stanno facendo da anni le principali Banche Centrali con le operazioni di “quantitative easing”, ormai arrivate all’importo stratosferico di circa $8.000 miliardi! Per motivare imprese e famiglie ad “agire”, gli incentivi fiscali sono più efficaci, soprattutto quando il peso delle imposte raggiunge livelli paralizzanti, che a loro volta causano sfiducia. Autorizzare lo sfondamento a fini produttivi del 3% rappresenta una misura economica, che richiede a livello europeo una forte unità politica e capacità di visione. Europa svegliati!

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