L’euro in Grecia: un circolante che circola poco


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di Giovanni Palladino

È probabile che martedì 7 luglio, alla riapertura degli sportelli delle banche in Grecia (ma riapriranno martedì?), i risparmiatori continueranno a prelevare euro di carta per riempire i loro materassi, ritenuti più affidabili dei depositi bancari. Il successo del NO, infatti, non garantisce la fine della crisi, tutt’altro.

Negli ultimi 6 mesi la Banca Centrale Europea ha autorizzato – in via del tutto eccezionale – la stampa di ben 85 miliardi di euro per soddisfare la grande domanda di banconote da parte dei greci. I depositi bancari sono così crollati, mentre i materassi si sono gonfiati. Morale: la moneta circolante – pur essendo aumentata a dismisura nei mesi del Governo Tsipras – circola sempre meno, perché sta crescendo la sua tesaurizzazione nelle case delle famiglie greche.

Con quale prospettiva? Quella di poter difendere il valore del proprio risparmio di carta nel momento in cui ritornerà a circolare la dracma, che varrà molto meno dell’euro. È evidente che se il referendum avesse chiesto al popolo greco: VOLETE MANTENERE L’EURO O IL RITORNO ALLA DRACMA, la risposta sarebbe stata quasi totalitaria A FAVORE DELL’EURO. Ma ora la vittoria del NO, paradossalmente, potrebbe portare proprio al ritorno della dracma. Di qui i materassi all’ingrasso, specialmente nelle case dei greci che da sempre evadono le imposte, magari con la scusa che altri le rubano. E’ il circolo vizioso in cui cadono tutti i paesi in crisi.

Non vi è dubbio che l’Unione Europea si trovi da oggi nelle acque più tempestose da quando è stata varata e non vediamo grandi nocchieri alla guida della nave. Gli Stati Uniti, dicono alcuni, ne sono contenti, perché hanno sempre visto con preoccupazione la concorrenza dell’euro; ma in realtà dovrebbero preoccuparsi anche loro, perché un dollaro troppo forte danneggerebbe l’economia Usa e si capirebbe che una Europa divisa e in crisi, alla lunga, sarebbe un danno per tutti.

Nel frattempo altri paesi importanti stanno facendo errori clamorosi. Come la Cina, il cui governo negli ultimi 18 mesi ha alimentato il “boom” del mercato azionario, diventato una vera e propria bisca, e che ora sta mandando in rovina milioni di famiglie (anche di contadini) che avevano abboccato all’amo del guadagno facile.

Insomma se Sparta piange, Atene non ride… I nocchieri, un po’ in tutto il mondo, stanno dimostrando scarse doti di buona gestione e di guida, quando – mai come oggi – tutti dovrebbero avere l’intelligenza e la saggezza di lavorare per l’integrazione pacifica dell’economia mondiale. Non è più il tempo del “mors tua, vita mea”, ma di “vita tua, vita mea” come obbligata alternativa al “mors tua, mors mea”.

Luigi Sturzo diceva: la globalizzazione sarà un fenomeno molto positivo, se ben gestita. Diversamente… Di qui la crescente popolarità di Papa Francesco. Ma c’è bisogno di tante orecchie che ben intendano e che agiscano di conseguenza.

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