La vendetta di Mao Tse-tung (e la stupidaggine detta da D’Alema e Tsipras)


epa04659087 Pedestrians stand before a stock market indicator board in Tokyo, Japan, 12 March 2015. The Nikkei index rose by 267.59 points, or 1.43 per cent, to close the day at 18,991.11 after crossing the 19,000 line in the first time in almost 15 years.  EPA/FRANCK ROBICHON

di Giovanni Palladino

Dopo essersi rivoltato migliaia di volte nella sua tomba nel vedere come dagli anni 80 in poi la Cina si stava avviando verso una pericolosa unione tra comunismo e capitalismo, entrambi inquinati dai loro peggiori difetti, Mao sta ora consumando la sua vendetta nel vedere il governo cinese avviarsi verso una clamorosa perdita di credibilità sia a livello nazionale che internazionale. Quanto sta avvenendo alla Borsa di Shanghai e di Hong Kong avrà conseguenze molto negative di tipo politico, economico e sociale per il Celeste Impero. E non solo per la Cina. La speranza è che il “terremoto” possa alla fine essere salutare per tutti, perché se si continuano a calpestare le leggi naturali dell’economia e l’etica della responsabilità… l’esito sarà sempre catastrofico, come la lunga storia del mondo ha ampiamente dimostrato.

Nel FLASH del 14 novembre scorso (“IL CAPITALISMO SPECULATIVO È PIÙ PERICOLOSO DEL COMUNISMO”) scrivevo:

“Da lunedì prossimo 17 novembre i mercati azionari di Shanghai e di Hong Kong si uniranno sotto lo stesso sistema operativo per consentire a un numero crescente di speculatori cinesi e stranieri di ‘giocare’ in Borsa. Sino a oggi i residenti in Cina non potevano investire a Hong Kong e gli stranieri non potevano investire a Shanghai. Ma i due mercati si assomigliano per carenza di regole moderne e di controlli efficaci.

Il falso obiettivo di questo ‘gemellaggio’ è di facilitare il processo di privatizzazione delle imprese cinesi di proprietà dello Stato, imprese molto indebitate e mal gestite da amministratori scelti dal Partito Comunista. Con l’apertura al risparmio privato si spera in una ‘bonifica’ del sistema. Ma l’operazione è difficile in un Paese dove la tentazione del guadagno facile può diventare distruttiva, se il sistema offre le occasioni o, meglio, le illusioni per conseguirlo. Con benefici per pochi e perdite per molti. Come avviene in ogni Casinò.

Purtroppo le numerose crisi di Wall Street – da quella del 1929 a quelle avvenute negli ultimi decenni – non hanno fatto scuola a livello non solo culturale, ma anche legislativo. Siamo quindi in presenza di una bancarotta culturale, che minaccia tutti, paesi sviluppati e paesi emergenti. E se il comunismo ha sempre costruito poco e male, il capitalismo finanziario e speculativo è capace di distruggere quanto realizzato da tanti bravi imprenditori e lavoratori in sistemi liberi, ma sempre minacciati dalla pessima cultura del ‘lasciar fare, lasciar passare’ nel nome dell’avidità di guadagno.

Il Presidente cinese Xi Jinping ha già mandato in galera (e taluni a morte) migliaia di funzionari pubblici corrotti. Userà la stessa severità anche per gli abusi che si faranno nel mercato finanziario cinese?”.

Sette mesi dopo la mia risposta è NO, perché Mr. Xi è il principale responsabile dell’attuale crollo della Borsa in Cina, avendo favorito con misure di favore per gli speculatori la “bolla” che sta ora sgonfiandosi con gravissimi danni per l’economia reale e per l’immagine del governo cinese. E le misure ideate per tamponare il crollo sono ancora peggiori di quelle ideate per rendere popolare l’investimento in azioni. La caduta dalla padella nella brace sarà quindi inevitabile.

Ma in fatto di ignoranza economica, D’Alema e Tsipras non fanno eccezione. Anche loro, come Mr. Xi, dimostrano di non capire nulla in fatto di economia e finanza o di non essere informati o, peggio, di essere in mala fede. Entrambi hanno di recente dichiarato che le centinaia di miliardi dati alla Grecia non sono finiti nelle mani del popolo greco, ma sono serviti a salvare le banche europee, con in testa quelle tedesche e francesi. Ma ciò è avvenuto in seconda battuta, quando gli enti pubblici (governi e banche centrali) hanno acquistato i crediti verso la Grecia dei privati e delle banche commerciali europee. Invece in prima battuta quei soldi sono stati dati direttamente al governo greco, che ne ha fatto un pessimo uso non produttivo, ma redistributivo (spesa pubblica corrente usata male).

Se fosse vero quanto affermato da D’Alema e Tsipras, oggi il debito pubblico della Grecia non sarebbe di 330 miliardi, ma di molto inferiore.

Ecco in quale mondo viviamo. Al vertice, un po’ d’ovunque, governa l’ignoranza o, peggio, la mala fede. Il buon governo esige buona cultura, diceva Luigi Sturzo. E finché questa non prevale…

Intanto Mao se la gode nel chiuso della sua lussuosa tomba, mentre 90 milioni di risparmiatori/speculatori cinesi sono infuriati con Mr. Xi e con il suo governo di comunisti convertiti al capitalismo selvaggio. E Obama trema, perché il più grande possessore di titoli di Stato Usa è proprio Mr. Xi, che presto cadrà in disgrazia. Chi lo sostituirà, potrebbe essere costretto a vendere quei titoli, mettendo in crisi il dollaro e l’economia mondiale. Chi di troppo debito ferisce…

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