La Grecia è caduta nel pozzo di San Patrizio


di Giovanni Palladino

Purtroppo un Paese, che da quasi tre settimane, vive con gli sportelli bancari chiusi si può già considerare fallito. Perché? Semplice: il sistema dei pagamenti non funziona più per mancanza di liquidità e per l’incapacità dei debitori di rimborsare i creditori. In Grecia, fra i tanti, vi sono 4 grandi debitori: National Bank of Greece (NBG), Piraeus Bank, Euro Bank e Alpha Bank. Sono le 4 più importanti banche del Paese. Ecco alcune cifre significative (in miliardi di euro) alla fine del 2014:

www.popolariliberieforti.it flash flash345.pdf

I depositi sono un debito per le banche e un credito per i depositanti. Le cifre della terza riga mostrano come i depositi bancari siano concentrati in poche mani, segno evidente di una economia quasi medioevale, con tanti poveri e pochi ricchi. Ebbene ai depositanti, per non allarmarli, il governo Tsipras aveva assicurato che gli sportelli bancari sarebbero rimasti sempre aperti. E questo lo ha detto anche pochi giorni prima della loro clamorosa chiusura. Ma non tutti lo hanno creduto, perché i depositanti, soprattutto i più ricchi, hanno iniziato a sentire puzza di bruciato con conseguente trasferimento del loro credito all’estero o dei contanti dentro i loro materassi. Si è così giunti alla mancanza di liquidità e all’incapacità delle banche di rimborsare i loro creditori, anche perché nel frattempo i debitori delle banche (imprese e famiglie che avevano ricevuto prestiti) mostravano grandi difficoltà nel restituirli.

Negli ultimi 5 mesi la Banca Centrale Europea ha concesso alle banche greche 85 miliardi di liquidità d’emergenza per consentire la fuga ai depositanti. Tutti soldi finiti nel pozzo (senza fondo) di San Patrizio. E quindi senza alcun beneficio per l’economia greca, che è di nuovo entrata in recessione nonostante il suddetto diluvio di liquidità (che non ha bagnato l’economia reale). Il problema è che quando si azzera la fiducia tra creditore e debitore (e la sfiducia è di massa) il caos è assicurato. Per riportare la fiducia ci vogliono governanti ben diversi dagli attuali, sia da un lato che dall’altro, i quali pensano erroneamente che sia sufficiente stampare moneta per risolvere problemi economici, che nascono da deviazioni e deformazioni morali e culturali della classe dirigente. Se non si persegue al vertice l’etica della responsabilità, sia a livello politico che economico, si arriva inevitabilmente all’economia che uccide. Di qui l’enorme importanza del pensiero e della voce di Papa Francesco con le radici ben piantate nella dottrina sociale cristiana, vero e unico antidoto per non farci finire nel pozzo di San Patrizio.

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