Non basta avere un surplus di moralità se si ha un deficit di competenza


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di Giovanni Palladino

Sul Corriere della Sera di ieri Giovanni Bianconi ha intervistato sul caso Crocetta il Presidente della Corte d’Appello di Palermo, Gioacchino Natoli. Titolo: “NATOLI: I POLITICI DEVONO AVERE UN SURPLUS DI MORALITÀ”.

Secondo Natoli (che collaborò al fianco di Falcone e Borsellino come giudice istruttore) in Sicilia “più che altrove convivono in maniera quasi inestricabile comportamenti e atteggiamenti morali che dovrebbero essere incompatibili. Diversi rappresentanti delle istituzioni infedeli e ‘deviati’ sono stati processati, ma ciò non immunizza per il futuro. Per questo è necessario un tasso di moralità più alto e consapevole; una sensibilità sociale ai valori etici sempre all’erta, per evitare collusioni e commistioni inaccettabili”.

Giusto, ma non basta. Sturzo direbbe che per essere un buon politico ci vuole anche un SURPLUS DI COMPETENZA. Se questo surplus non c’è o se addirittura c’è un deficit di competenza, il surplus di moralità diventa inutile.

Purtroppo in Sicilia (e non solo in Sicilia) al vertice della politica sono spesso prevalsi sia deficit di moralità che deficit di competenza. La drammatica situazione attuale della Regione (e del nostro Paese) non è altro che il naturale risultato di questo duplice deficit.

Di qui la necessità che emerga, sia in Sicilia che in Italia, una nuova classe politica dotata di entrambe le doti. È il difficile ma possibile obiettivo che si è posto il partito dei POPOLARI LIBERI E FORTI, la cui vera missione dovrà essere quella di lavorare insieme a tante persone di buona volontà, credenti e non credenti, per creare il MOVIMENTO PER SERVIRE L’ITALIA, seguendo il famoso invito sturziano del “SERVIRE NON SERVIRSI” nel fare politica. Il vero SPIRITO DI SERVIZIO si può avere solo in presenza delle due doti fondamentali della competenza e della moralità.

P.S. Da alcuni lettori de IL FLASH sono stato criticato per il mio pessimismo sul futuro della Grecia. Sempre sul Corriere della Sera di ieri ho letto un articolo della inviata Corinna De Cesare che si concludeva così:

Louka Katseli, presidente dell’Associazione Bancaria Greca, ha rivolto un appello ai clienti per far riportare in banca i risparmi prelevati negli ultimi mesi. Difficile che qualcuno gli dia retta”.

Presto Draghi capirà che è inutile versare miliardi di euro nel pozzo di S. Patrizio. I danni causati dalla mancanza di moralità e di competenza non si riparano con la stampa di moneta.

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