L’italia cadrebbe dalla padella nella brace…


scuolaliberatutti

di Giovanni Palladino

se il populismo del M5S dovesse conquistare il potere. Tanti segnali mostrano come siano abili i grillini a conquistare consensi, ora a sinistra e ora a destra, a seconda delle circostanze che la cronaca offre. L’ultimo segnale viene da Livorno, dove il sindaco grillino è riuscito a gettare nuova benzina sul fuoco destinato a eliminare la libertà di scelta educativa in Italia. “Vogliono umiliare la Chiesa, così molte scuole cattoliche chiuderanno” ha detto il Segretario della CEI, ma senza precisare che già migliaia di scuole non statali sono state chiuse per mancanza di “ossigeno”, ossia per motivi economici (altroché “attività commerciale” o “per fini di lucro”…).

Il Prof. Salvatore Settis, ex Direttore della Scuola Normale di Pisa (ben nota città “rossa”), ha affermato: “Ma la Costituzione è chiara, le scuole private non devono pesare sui conti dello Stato”. Non è vero, la Costituzione non è affatto chiara, perché l’art. 33 avrebbe dovuto precisare (come era nella reale intenzione dei padri costituenti) che quel “senza oneri per lo Stato” si riferiva solo alla fase di costruzione fisica di un edifico scolastico non statale e non alla sua successiva gestione, che deve invece essere a carico dello Stato per garantire effettivamente la parità giuridica ed economica dei due tipi di scuola.

Da molti anni il Prof. Dario Antiseri e Fratel Donato Petti (vedi il suo articolo “La libertà per i figli non si uccide con una tassa” pubblicato il 26 lugliosu IL TEMPO) si battono per la libertà d’insegnamento. Ma i nemici di questa fondamentale libertà sono tanti e ora si sono aggiunti anche i grillini, il cui primo Ddl presentato alla Camera è stato su un altro tipo di libertà, quella di concedere l’utero in affitto. Attirato dai loro volti giovani e dal loro desiderio di fare piazza pulita di tutto il marcio che regna nella politica italiana, un crescente numero di elettori (ma non ancora quel 50% che continua a non votare) si sta avvicinando al M5S, formato per lo più da dilettanti allo sbaraglio.

Questa caratteristica e questo pericolo (aumentato dopo le gesta dei vari Crocetta e Marino, altri dilettanti allo sbaraglio) sta allarmando il risparmio degli italiani, sempre più propensi a investirlo all’estero. Pochi si sono accorti che l’importo dei fondi comuni (1.750 miliardi) ha già superato l’importo dei depositi bancari (1.370 miliardi). Pochi sanno che ben il 71% del primo importo è investito all’estero, ossia risparmio italiano che non “lavora” più per l’Italia, “sangue” che non circola più nelle nostre “vene”, ma in quelle di altri paesi. Le banche greche sono state chiuse per questo motivo.

Un Paese in crisi cade dalla padella nella brace quando il suo risparmio non ha più fiducia nella capacità della classe politica di superare la crisi. Noi di POPOLARI LIBERI E FORTI crediamo che sia possibile uscire dalla crisi con il passaggio dall’attuale populismo (creato da governi di centro-sinistra e di centro-destra fallimentari) al popolarismo sturziano. Stiamo lavorando insieme ad altri movimenti di ispirazione cristiana per creare una nuova classe politica formata da persone dotate di grande competenza e di grande spirito di servizio. È difficile, ma ci stiamo provando. La motivazione è grande: non vogliamo finire come la Grecia!

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