Maggiore responsabilizzazione politica contro la “finanza ipertrofica”


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Un OGM ipersviluppato rispetto alla sua naturale funzione di servizio dell’economia: è la finanza oggi. Gli enormi danni arrecati dalla crisi hanno richiamato l’attenzione sugli effetti di questa mutazione genetica: maggiore insicurezza economica e fragilità finanziaria, più diseguaglianza, meno crescita”. Il nuovo libro “Il mondo alla rovescia. Come la finanza dirige l’economia” di Giangiacomo Nardozzi, docente di Economia monetaria presso il Politecnico di Milano, fa il punto della situazione – tutt’altro che rassicurante – e indaga sulle modalità e le cause economiche della recessione.

Paolo Savona (“Vertigini della finanza”, sulla Domenica del Sole 24 ore del 26 luglio) riassume gli obiettivi del libro di Nardozzi nella risposta a tre quesiti: “1. Perché la finanza è divenuta ipertrofica; 2. Quali sono gli effetti di questo abnorme sviluppo e 3. Se si può frenare il processo con maggiori regole. In estrema sintesi, le risposte date da Nardozzi sono: 1. Che i contratti derivati sono stati lasciati liberi di elevare il grattacielo finanziario sui suoi vecchi palazzi del credito usando la tecnica dell’ODT (Operate To Distribute); 2. Che le principali banche finanziarie del mondo vantano un bilancio che supera di molto il Pil del loro Paese di origine, pendendo il comando dell’economia globale con un forte sostegno (a) degli economisti con la teoria dei mercati perfetti – la quale sostiene che anche la finanza è capace di autoregolarsi, una tesi che in passato era ritenuta un caso puramente teorico – (b) delle autorità monetarie che hanno accettato la delega della politica di provvedere allo sviluppo e (c) delle lobby di interessi, che hanno pascolato liberamente in questa prateria; 3. Che l’aumento delle regole non è in condizione di frenare la crescita dell’attività bancaria ‘ombra’ e di quella alla luce del sole, anche perché l’inseguimento tra regole e la loro evasione è come quello tra Tom e Jerry (la similitudine è di Nardozzi), dove il topo è capace di muoversi più velocemente del gatto che lo insegue, come fa la finanza innovativa rispetto ai regolatori che tardano a controllarne la crescita”.

Più che complicare le regole – argomenta Nardozzi – va ridotta l’alimentazione della finanza attraverso l’eccessivo ricorso a manovre monetarie per governare l’economia. Va rilanciata alla politica la palla che, abdicando ai propri compiti, ha passato alle banche centrali, sovraccaricandole di responsabilità”.

In sostanza, come leggiamo sul testo della copertina, “La finanziarizzazione dell’economia e l’abuso dello strumento monetario, vale a dire l’enorme influenza delle banche e dei banchieri centrali” andrebbe bilanciato con “l’esigenza di muovere verso una maggiore responsabilizzazione dei governi che devono improntare la gestione dell’economia a una visione meno miope”.

MC

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