Il buon governo richiede disciplina e rigore


CrisiEuropa

di Giovanni Palladino

La Germania non è popolare nell’area euro, dove sta crescendo il malcontento tra i paesi in difficoltà economica, che accusano il leader di essere troppo tedesco e poco europeo. Il divario tra la locomotiva e il resto dei vagoni si nota soprattutto nella percentuale dei disoccupati: 5% in Germania e 13% nella media degli altri paesi dell’eurozona. Per non parlare dell’elevato surplus della bilancia commerciale tedesca (pari al 7,5% del pil), che dimostra la grande efficienza di quella economia, che così le consente maggiore generosità nei confronti dei migranti.

Le cifre parlano chiaro: nel 2014 la Germania ha concesso asilo a 47.555 persone (più del doppio degli asili concessi da Francia e Italia). E pochi sanno che nel primo trimestre di quest’anno le domande d’asilo in Germania sono state ben 73.120, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Tanta generosità nell’accoglienza, che alcuni chiamano solidarietà nei confronti dei più deboli, è resa possibile dalla grande capacità della Germania di creare nuovi posti di lavoro. Più difficile che ciò avvenga nei paesi meno efficienti, ma è nell’interesse del primo della classe che la sua efficienza faccia scuola. Il problema è che non tutti accettano la disciplina e il rigore richiesti dalle regole morali e tecniche del buon governo. Disciplina e rigore che i paesi meno efficienti spesso rifiutano per incapacità, innanzitutto morale e culturale, della loro classe dirigente. È un grave difetto che il sistema democratico non è ancora riuscito a correggere.

Ma le cose non vanno meglio nei paesi privi di democrazia, come la Russia e la Cina. In particolare il capitalismo “rosso” di Pechino ha voluto copiare alcuni strumenti operativi del capitalismo “bianco”, come la Borsa, ma senza avere le regole e la cultura operativa necessaria per evitare che un elefante potesse entrare in un negozio di cristalli. Ora c’è entrato e gran parte dei cristalli sono rappresentati da società che hanno come azionista di maggioranza lo Stato, che è allo stesso tempo grande imprenditore e grande banchiere, spesso con risultati economici disastrosi, come è naturale che sia quando questo doppio ruolo è assegnato al settore pubblico.

Basti pensare che dal 2000 al 2014 il credito bancario in Cina è “esploso” da $2.000 a $28.000 miliardi. Sono stati così causati “buchi” spaventosi, che le statistiche governative ora cercano di nascondere o di coprire con la stampa di moneta aggiuntiva. È ciò che sta avvenendo anche per sostenere il mercato azionario, dopo averlo colpevolmente drogato, ingannando decine di milioni di famiglie avide e sprovvedute. La credibilità del Re Stato sta quindi crollando, con gravi pericoli anche per il mondo sviluppato, che in fatto di credibilità non sta meglio, se è la Germania ad essere sotto accusa…

Mai come oggi litigare ed essere disuniti è una follia. Mai come oggi l’ONU (Organizzazione delle Nazioni UNITE) dovrebbe far sentire la sua voce e ascoltare bene quella di Papa Francesco, che parlerà all’ONU il 25 settembre.

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