“Flight to quality” ma verso dove?


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di Giovanni Palladino

Nel mondo finanziario si parla di “flight to quality” (volo o fuga verso la qualità) nei momenti di grande crisi dei mercati. Di solito la fuga degli investitori si dirige verso il dollaro, ritenuta la moneta più sicura, se non altro per la forza militare degli Stati Uniti, anche se spesso viene usata male.

Ma si tratta di vera qualità e quindi di un buon rifugio? Non c’è il pericolo che si possa rivelare una trappola? Il pericolo esiste, perché la “qualità” del dollaro è stata costruita su un ingiusto privilegio: quello di avere assunto da 70 anni il ruolo di moneta-pivot del sistema monetario internazionale, senza gestire questo ruolo in modo responsabile. È un privilegio che ha dato grandi vantaggi agli Stati Uniti, fra i quali quello di potersi indebitare pesantemente nei confronti del resto del mondo per estendere il suo potere economico. E si sa che quando un debito diventa colossale, il problema si trasferisce dal debitore ai creditori.

La resa dei conti potrebbe essere vicina, soprattutto se dovesse aggravarsi la situazione economica della Cina. Allora il rifugio del dollaro potrebbe trasformarsi in una trappola.

Ben diversa è la qualità della Germania, giustamente scelta a gran voce (e a piedi…) come sicuro rifugio dalla maggioranza dei migranti. La solida forza economico-finanziaria della Germania – fondata non su privilegi, ma sul duro lavoro di quel popolo, favorito da seri e competenti governi – consente ora di assorbire e integrare nel Paese una quantità di stranieri sino a ieri impensabile. Alla base di questo successo c’è un grande statista del dopo-guerra (Konrad Adenauer) e un grande metodo di governo (l’economia sociale e solidale di mercato), che nessun altro Paese ha voluto ancora attuare, tanto meno l’Italia, come invece auspicava Luigi Sturzo.

Nel vedere le scene strazianti di queste ultime settimane, è comunque amaro constatare come la commovente preghiera, pronunciata dallo spazio nel luglio 1969 dagli astronauti della missione Apollo 11, non abbia toccato i cuori e le menti dei capi delle Nazioni:

“Dacci, o Signore, la vista che consente di vedere il tuo amore nel mondo, nonostante il fallimento degli uomini. Dacci la fede per confidare nella tua bontà, nonostante la nostra ignoranza e la nostra debolezza. Dacci la conoscenza, affinché noi possiamo continuare a pregare con amore consapevole e mostrare quello che ciascuno di noi può fare per favorire l’avvento della pace universale”.

Continuiamo a non vedere, a non avere fede e a non avere le giuste conoscenze. Senza l’Amore verso Dio e verso il prossimo, nessuna “formula” politica ed economica potrà mai funzionare.

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