Mattarella e Fassino lodano Luigi Sturzo


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di Giovanni Palladino

A cura del Centro Documentazione e Studi dell’ANCI(Associazione Nazionale Comuni Italiani) è uscito in questi giorni un volume di 224 pagine dal titolo: “1915: Luigi Sturzo al vertice dell’Associazione dei Comuni” e con il seguente sottotitolo: “A cento anni dalla nomina a vicepresidente nazionale: l’impegno riformatore a sostegno dell’autonomia amministrativa e tributaria delle comunità locali”.

Il volume, scaricabile dal sito dell’ANCI, si apre con le due seguenti convinzioni di Sturzo scritte in un articolo pubblicato il 25 giugno 1948 su Il Popolo:

Dai villaggi e dalle grandi città parte la vita di una nazione; i grandi politici e i grandi amministratori fanno le loro prime armi nei consigli comunali e negli assessorati dei villaggi”.

Il ricordo dei 20 anni di mia attività come consigliere comunale e sindaco di Caltagirone (esattamente pro-sindaco, perché per 15 anni Caltagirone non ebbe un sindaco, dato che il prete non poteva esserlo e che nessuno dei miei collaboratori volle prenderne il posto) mi è rimasto così impresso e vivo, che se oggi potessi a mio grado scegliere un posto di lavoro, tornerei a fare il consigliere comunale e occorrendo anche il sindaco di Caltagirone. Uno dei motivi sarebbe quello di ritornare a essere il più vicino possibile alla realtà vissuta, alla concretezza dei fatti, al contatto immediato con la popolazione minuta, con l’individuo-uomo. Il comune è un ente concreto, più che non lo sia una provincia, una regione, lo stato”.

Il volume è stato presentato a Torino il 29 ottobre scorso dal Presidente dell’ANCI Piero Fassino in occasione del Congresso Annuale con il seguente elogio di un ex-comunista al lavoro svolto da Sturzo in seno all’ANCI, una associazione creata dai sindaci socialisti all’inizio del secolo scorso:

La pubblicazione del contributo del vicepresidente dell’Associazione dei comuni italiani, Luigi Sturzo, al XIV congresso dell’ANCI a Parma nel 1921 vuole favorire la scoperta dello Sturzo ‘municipalista di ferro’, per dirla con le parole di Gabriele De Rosa. In altre parole questo volume non intende solo dare un contributo al ricordo di un grande uomo politico del Novecento italiano, ma, soprattutto, evidenziare quanto sia stato importante per l’ANCI il ruolo di vicepresidente svolto dal sacerdote di Caltagirone e come questo ruolo abbia contribuito alla sua formazione di uomo politico.

Dopo aver partecipato da protagonista ai congressi dell’Associazione del 1902 e del 1903, Sturzo venne eletto componente del Consiglio Direttivo nel 1904 e vicepresidente nel 1915, una carica che rappresentò il culmine della sua ultraventennale esperienza nell’Associazione conclusasi nel 1923. Bastano queste poche notizie per iniziare a capire quanto possa essere stata importante questa esperienza sia per la vita dell’ANCI, sia per la formazione di Sturzo, anche perché – è il caso di sottolinearlo – il sacerdote non abbandonò l’Associazione nemmeno dopo il 1919, dopo aver fondato il Partito Popolare Italiano, di cui divennesegretario. Per Sturzo e per l’ANCI (quella di allora e quella di oggi) il comune era e rimane il nucleo fondante delle istituzioni, della politica e della società civile”.

Alla chiusura del Congresso di Torino è intervenuto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricordato come “per Luigi Sturzo, grande autonomista, i comuni erano moltiplicatori di democrazia; la loro autonomia avrebbe contribuito a rafforzare l’idea di Stato. Prevalse invece in quegli anni una concezione opposta”.

Nel suo intervento Mattarella ha anche detto ai 1.000 sindaci presenti: “Nessun futuro per l’Italia se non estirperemo la corruzione”. Sturzo lo diceva e lo ripeteva con grande insistenza negli anni 50, ma non fu ascoltato. Fassino e Mattarella non hanno ricordato che il primo provvedimento preso dal pro-sindaco di Caltagirone nel 1905 fu il licenziamento dei dipendenti comunali che rubavano. Da quel momento lo sviluppo economico-sociale di Caltagirone decollò.

Purtroppo Ignazio Marino non è stato altrettanto veloce nel comune di Roma. Anzi è stato immobile…

Ecco l’Indice del volume su Sturzo nell’ANCI:

Presentazione (Piero Fassino)

Introduzione (Lucio D’Ubaldo)

La finanza comunale negli anni Venti del secolo scorso (Piero Giarda)

L’autonomismo federale nell’azione e nel pensiero sturziano (Andrea Piraino)

Il riordino dei tributi locali: i risvolti politici della relazione

di Sturzo aParma (Oscar Gaspari)

Luigi Sturzo vicepresidente dell’ANCI (1915-1923) (Marco Giuliani)

APPENDICE

XIV Congresso dell’ANCI a Parma (19-20-21 novembre 1921)

La riforma dell’ordinamento tributario dei Comuni (Luigi Sturzo)

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