I camerieri obbedienti delle banche


banchieri

di Giovanni Palladino

Ezra Pound sosteneva che “i politici sono i camerieri delle banche”, cioè servono le banche, sono utili alle banche, con la scusa di servire il bene comune, ossia il bene di noi tutti.

Ma la realtà ci dice che questa “scusa” non è vera. Se i politici (italiani e stranieri) servissero davvero noi tutti, avrebbero già dovuto mettere FUORI LEGGE tutte le operazioni relative ai “derivati finanziari”, cioè quei prodotti finanziari ideati da banchieri truffaldini che hanno già fatto perdere centinaia di miliardi ad avidi o sprovveduti investitori in tutto il mondo (inclusi tante imprese e comuni italiani indotti ad acquistarli se volevano ricevere un prestito).

Una ulteriore prova della giusta accusa fatta da Ezra Pound viene dalla recente approvazione da parte del Governo Renzi della Direttiva Europea 2014/59 per evitare il fallimento delle nostre banche a spese del bilancio pubblico (“BAIL-OUT”) con il passaggio del salvataggio a spese dei risparmiatori e degli azionisti delle banche (“BAIL-IN”). Infatti d’ora in poi le nostre banche in crisi potranno risanarsi attingendo a risorse interne (“IN”) dei loro clienti, che hanno depositato più di 100.000 euro e/o investito nelle loro azioni e obbligazioni, anziché di far ricorso a risorse esterne (“OUT”), ossia ai soldi pubblici.

Ma chiusa la porta, i soldi pubblici di salvataggio potrebbero poi rientrare dalla finestra. È il tentativo che le banche italiane stanno facendo per convincere i parlamenti di Roma e Bruxelles a consentire loro di trasferire le “sofferenze” (più di 200 miliardi) in una “bad bank” privata. Ma in realtà diventerebbe poi pubblica, se gli azionisti privati di questa banca di salvataggio (fondazioni bancarie e investitori istituzionali) dovessero perdere soldi. Infatti l’eventuale perdita verrebbe pagata dalla SACE (società pubblica di garanzia sulle esportazioni), che è controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, che a sua volta è controllata dallo Stato. Il tutto per evitare che da Bruxelles possa arrivare l’accusa che, in fin dei conti, il salvataggio si traduce in un (proibito) “aiuto di Stato”. È un po’ come arrampicarsi sui vetri…

Il Governatore della Banca d’Italia dice che “il rapido riassorbimento delle sofferenze bancarie faciliterebbe la ripresa del credito”. Ma non spiega come mai i prestiti bancari siano diminuiti rispetto a un anno fa, nonostante che le nostre banche abbiano ricevuto negli ultimi 8 mesi ben 200 miliardi dalla Banca Centrale Europea con le operazioni di espansione monetaria (“quantitative easing”). E non ci dice quale porzione delle “sofferenze” è dovuta – direttamente o indirettamente – al mancato pagamento di fatture da parte dello Stato e di enti pubblici alle piccole imprese, né ci dice quale enorme danno continua a fare la finanza “innovativa” o di rapina (leggi: i “derivati finanziari”), che tutti i parlamenti del mondo dovrebbero mettere FUORI LEGGE, per non essere accusati anche loro di essere tra i fautori della “ECONOMIA CHE UCCIDE”, già tante volte denunciata da Papa Francesco.

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