Meno male che la Gabanelli c’è


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Il Flash di “Popolari Liberi e Forti” ha un motivo in più per complimentarsi con Milena Gabanelli e i suoi valorosi collaboratori, per quanto visto e sentito durante la trasmissione “Report” del 13 dicembre 2015 di Rai3, in particolare per ciò che riguarda il tema delle bonifiche, della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici e dell’efficientamento energetico degli edifici.

Abbiamo, infatti, pubblicato molti articoli su questi temi, “anticipando” Report su molte delle constatazioni, riflessioni e proposte circa i suddetti temi, cruciali per lo sviluppo nazionale.

Abbiamo cercato, come la Gabanelli, nei metodi progettuali e amministrativi utilizzati in Germania per bonificare la Ruhr, spunti per superare gli ostacoli che non hanno permesso all’Italia di avviare un efficace programma di valorizzazione ambientale nei 39 siti più inquinati e negli altri non meno pericolosi, ma solo meno estesi.

Sarebbe opportuno ora non disperdere l’occasione mediatica per raccogliere, riformulare e condividere proposte concrete, che vanno al di là di quelle accennate alla fine della trasmissione, che si sono limitate, come è logico, ad un generico, quanto doveroso ed essenziale, richiamo alla onestà degli amministratori pubblici e alla trasparenza delle procedure.

La Ruhr non è solo un esempio di buon governo del territorio, ma un esempio concreto di progettazione e realizzazione fuori dagli schemi tradizionali di un piano finanziato o cofinanziato da soldi pubblici. Progettare un intervento del genere e realizzarlo presuppone una potenza culturale, un rigore intellettuale, una carica innovativa tecnica e tecnico-amministrativa che non si rintraccia negli assetti previsti della corrente pratica politica esecutiva, né nella corrente pratica tecnica e tecnico-amministrativa. Report ha già fatto molto per porre all’attenzione il tema, finalmente. Ma resta molto ancora da dire e da fare. Come per fare chiarezza sulla realtà delle fonti alternative per produrre energia, ancora immature, ma sempre invocate come una realtà salvifica già utilizzabile su scala nazionale. Report ha suggerito, come abbiamo fatto noi in passato, percorsi di conoscenza del fenomeno fuori da facili semplificazioni. Anzitutto indicando come virtuosa la strada dell’efficientamento energetico sia degli immobili pubblici e privati, che dei processi produttivi e della produzione di energia da fonti fossili, ove inserire processi innovativi sempre più efficienti di produzione elettrica da fonti alternative.

Fare progetti integrati, anche dall’efficientamento energetico, per lo sviluppo territoriale per ottenere, per default, la bonifica dei territori inquinati, coagulando una massa critica di portatori di interesse, che possano mutare un problema mortale in una opportunità.

Creare, come hanno fatto i tedeschi per la Ruhr, “luoghi del progetto” innovativi, rispetto a quelli solo supposti e indicati negli intricati Codici Appalti in essere e in fieri, coinvolgendo la forza tecnica e culturale di un’intera nazione, cercando anche fuori di essa ciò che manca, come mancano in Italia i grandi centri di ricerca, collegati con la grande industria, luoghi del progetto ove convergano imprese, università, sindacati, politici locali e nazionali disposti a metterci la faccia, ordini professionali, cittadinanza attiva.

Come hanno fatto i tedeschi per la Ruhr.

Giampiero Cardillo

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