I poteri forti sconfitti da Internet (e dal buon senso comunicato con intelligenza)


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di Giovanni Palladino

Bernie Sanders (Davide) è il vincitore morale su Hillary Clinton (Golia) del primo test svoltosi nell’Iowa per la corsa verso la Casa Bianca. La Clinton è sostenuta dai poteri forti (soprattutto dalla grande finanza e dai mass-media), mentre Sanders è sostenuto dal giovane popolo di Internet, che è del tutto slegato e non condizionato dai poteri forti. “Davide” sta conducendo una dura battaglia contro le crescenti disuguaglianze create dalla finanziarizzazione dell’economia e contro lo scandaloso sistema di finanziamento delle campagne elettorali negli Stati Uniti. È un sistema che favorisce sempre i difensori dei poteri forti, ossia dei veri governanti del Paese. Grazie al potere (quasi gratuito) di internet, se bene usato, i tanti Davide odierni hanno una efficace “fionda” moderna per sconfiggere i pochi ma potenti “Golia”. Sempre che la “fionda” sia utilizzata con intelligenza e buon senso.

È la stessa intelligenza e buon senso che un gruppo di cittadini/azionisti delle Banche Popolari hanno posto nel promuovere un ricorso presso il TAR del Lazio contro il Decreto Legge n. 3/2015, che obbliga le grandi banche popolari a trasformarsi in Spa. I promotori del ricorso, che verrà esaminato dal Tribunale il 10 febbraio, hanno dato vita lo scorso anno a un gruppo di studio, che ha poi redatto un libro dal titolo “BANCHE POPOLARI, CREDITO COOPERATIVO, ECONOMIA REALE E COSTITUZIONE” (Editore Rubbettino) con la prefazione di Stefano Zamagni.

Il libro verrà presentato il 4 febbraio alle ore 15 al Circolo della Stampa di Milano da FAUSTO CAPELLI, avvocato nel procedimento davanti al TAR del Lazio, FULVIO COLTORTI, già Direttore dell’Area Studi di Mediobanca e docente all’Università Cattolica, GIANFRANCO FABI, giornalista economico e MARCO VITALE, economista d’impresa e primo firmatario del ricorso al TAR.

La necessità di non stravolgere natura e funzioni delle Banche Popolari e delle Banche di Credito Cooperativo viene dall’oggettiva valutazione della dimensione dei danni provocati dal gigantismo bancario e dalla subordinazione al pensiero unico della grande finanza internazionale, a partire dalla lunga crisi finanziaria iniziata a fine 2007, i cui guasti risultano molto più grandi di quelli imputabili alla cattiva gestione di alcune banche popolari.

La nostra Costituzione – conclude il libro – è un grande baluardo per resistere a ulteriori concentrazioni di potere finanziario, per una economia e una finanza partecipativa dove c’è posto per i grandi e per i piccoli, per una economia del libero intraprendere, ma nel rispetto di diritti sovraordinati rispetto a quelli, pur legittimi, della buona finanza;per una economia, una società e una cultura equilibrata che si oppongono all’uniformità e omogeneizzazione tecnocratica per la quale solo le grandi dimensioni meritano rispetto”.

È auspicabile che anche in questo caso Davide possa prevalere su Golia.

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