LA PRATERIA CONTINUERÀ A RESTARE DESERTA SE FREQUENTATA DAI VECCHI “COW BOYS”


palladino

È davvero patetico che il quasi 80enne Silvio Berlusconi – a 22 anni dal suo ingresso in campo
– speri ancora di “fare colpo” (magari tramite un Bertolaso o un Parisi) sugli elettori moderati, elettori che in gran parte sono da tempo usciti dal campo con lo sciopero del voto.
Ed è ancora più patetico vedere campagne elettorali organizzate con vecchi sistemi, come quello di fare la corte a chi è portatore di un cospicuo pacchetto di voti, come se l’esempio del M5S non avesse fatto scuola. Quel successo non è stato costruito con i portatori dei “pacchetti”, ma grazie al rifiuto di molti elettori di votare per i vecchi partiti, rifiuto che ha poi fatto la fortuna di Grillo.
Ma quando la fortuna non è meritata, in quanto deriva dal demerito degli avversari, spesso si trasforma in sfortuna. Tanto è vero che ora il comico Grillo non recita più con il “tutto esaurito” come un tempo. E invece di presentarsi nei grandi Palasport, sta recitando in teatri di modeste dimensioni (e non li riempie sempre al 100%). Il declino politico di Grillo si accompagna così al suo declino come comico. Ha stancato e si è stancato. La “bolla”, inevitabilmente, sta per sgonfiarsi. Il buon governo esige buona cultura. Non poteva portarla Grillo, né tanto meno Berlusconi o i suoi avversari di sinistra.
Pertanto mai come oggi esiste una grande prateria da occupare (in termini di consenso elettorale) per chi sarà capace di essere credibile nel portare serietà, competenza e onestà nel gestire la “res publica” al posto di chi l’ha “privatizzata” – dal centro-sinistra, dalla sinistra- centro e dal centro-destra – in tanti decenni di crescente corruzione. Una corruzione che ha arricchito pochi, causando pesanti perdite al ceto medio del Paese e alla sua popolazione più debole.
Ma nessun volto nuovo sarà credibile, se dovesse ricorrere ai vecchi sistemi e ai vecchi “cow boys” della politica (mascherata da moderata) nell’illusione di guadagnare consensi. È una illusione, perché ormai per ogni voto guadagnato con i portatori dei “pacchetti” o con il “bacio” del Berlusconi o del Renzi di turno, se ne perderebbero 10, con il conseguente aumento del fenomeno dell’assenteismo.
E se i volti nuovi dovessero vincere, per favore niente “champagne” e salti di gioia per celebrare la vittoria. C’è solo da imbottirsi di efficaci vitamine e di tanta buona cultura per affrontare un lavoro durissimo per ricostruire l’Italia dalle macerie morali e materiali lasciateci dalla peggiore classe politica che un Paese del cosiddetto mondo sviluppato abbia mai avuto.

Giovanni Palladino

One thought on “LA PRATERIA CONTINUERÀ A RESTARE DESERTA SE FREQUENTATA DAI VECCHI “COW BOYS”

  1. Hai ragione Giovanni e allora lavoriamo insieme per “vino nuovo in otri nuovi” come facciamo con gli amici di ALEF a Milano a sostegno di Nicolò Mardegan e ai suoi giovani della lista NOIxMILANO, univa autentica novità di una nuova classe dirigente emergente e appassionatamente amante della città

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