AUGURI AL CONSIGLIO COMUNALE


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Chi conosce la storia postunitaria di Milano sa come il ruolo del Consiglio Comunale sia stato importante e quanti milanesi di alto livello lo abbiano onorato con la loro presenza e la loro opera. Da qualche decennio i consigli comunali, compreso quello di Milano, hanno vissuto un periodo di decadenza. Ciò è dovuto a vari fattori. In primo luogo all’evoluzione legislativa che ha spostato quasi tutto il potere nelle mani del Sindaco e della Giunta. Si tratta di un’evoluzione necessaria e utile e che ha portato, insieme alla elezione diretta del Sindaco, risultati positivi. Ma non è stato né necessario né positivo che i consigli comunali venissero così emarginati sia nella pratica operativa che nell’immaginario collettivo. La politica non si fa solo con il potere decisionale. La si fa anche con il pensiero, con la capacità di capire e rappresentare i bisogni della città, con la capacità di proposta. Ed è proprio tutto questo che si è andato svuotando oltre il necessario. Molti sindaci hanno abusato del loro potere ed hanno ignorato se non disprezzato il Consiglio Comunale. I cittadini si sono così convinti che il Consiglio Comunale conta sempre meno ed hanno sempre più ignorato la sua attività. E non hanno più considerato un onore esserne membri. È venuto il momento di fermare questa deriva. È venuto il momento di rilanciare il ruolo del Consiglio Comunale. Per questo non sono necessari nuovi poteri ma solo nuovo pensiero. A Milano, fortunatamente, sono molti i luoghi nei quali si produce nuovo pensiero. Ma sono sempre e comunque luoghi dove si agisce per categorie, per “arti e mestieri”. Qual è il luogo dove il pensiero prodotto dalla città può diventare progetto comune, progetto della Città? Nel Consiglio Comunale, una delle poche istanze democratiche del nostro ordinamento, che forse sopravvivrà anche al massacro in atto della nostra Costituzione. Perché sento proprio ora, in maniera forte, l’esigenza di un Consiglio Comunale che ritorni a produrre pensiero? Perché i cambiamenti che dobbiamo affrontare, anche come città di Milano, sono enormi, sfidanti, esaltanti. Ed essi non possono essere affrontati solo con l’azione sempre pressata dall’urgenza dell’esecutivo, né con la necessaria rappresentanza degli interessi. Essi richiedono visione, strategia, pensiero, ricerca, studio, conforto, riflessione, amore. E quindi richiedono consiglieri comunali di alto livello intellettuale e morale, che abbiano alle spalle una professione, una competenza, che amino la città e il suo consiglio comunale, che siano mossi esclusivamente dal desiderio di contribuire a far ritornare il Consiglio Comunale quello che è stato in passato: un luogo della città altamente rispettato per la sua capacità di pensiero e di proposta, un luogo in grado di valorizzare e utilizzare, per il bene comune, le competenze diffuse nella città. È da tempo che rifletto su questo tema. Ma mi sono deciso a mettere giù questi pensieri, quando ho visto sul Giorno una bella fotografia di aspiranti consiglieri comunali, nella quale ho riconosciuto varie persone che rispondono in pieno all’“identikit” sopra delineato. Ho preso ciò come un segnale molto buono e come un augurio. Milano è l’unica città importante che può diventare capitale di questo cambio di marcia che auspico non solo per Milano, ma che so che solo a Milano si può, in prima istanza, realizzare. I tempi venienti sono tempi che richiedono di pensare in grande, e con coraggio e generosità. Auguri ai nuovi consiglieri.

Marco Vitale

14 aprile 2016

 

 

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