Le meraviglie della fertilità


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E se la contraccezione diffusa, il divorzio, l’aborto, eutanasia, le unioni para-matrimoniali fragili, le coppie sterili omosessuali, unite a droghe, malattie veneree, individualismo egoistico esasperato, fossero tappe di un “programma” perverso, maltusiano, contro l’uomo, la sua esistenza materiale e spirituale in questo mondo? Prima di essere tacciati di complottismo e catastrofismo, ci chiariamo le idee con don Elio Sgreccia, il “nostro” amatissimo Cardinale. Don Elio mi sorride e con la consueta lucidità affronta con metodo la questione. “La situazione è talmente seria che richiede si agisca subito, con determinazione. È vero che il mondo cattolico è praticamente solo a combattere contro l’attacco alla fertilità dell’uomo e della donna. Ma anche S. Francesco era solo, nudo, senza mezzi e sostegni, quando iniziò il proprio cammino di rinascita spirituale del suo mondo, che allora affogava nel sangue delle guerre, delle contese, dell’anarchia spirituale, nella privazione del senso della vita trattata con brutale indifferenza, senza misericordia. Seppe difendere la bellezza del dono del creato, le ragioni della vita, della dignità dell’uomo nel momento cruciale della nascita del capitalismo europeo. Non si deve, perciò, disperare. Oggi, come allora, è imperativo muoversi, costruire, insegnare, formare schiere di uomini e donne capaci di indicare la giusta strada ai popoli disorientati e oppressi. Ho deciso di affrontare il problema partendo con quello che si è creato attorno alla Fondazione “Ut vitam habeant” e all’Associazione “Donum vitae”. Con la Fede di S. Francesco, confidando in Dio come fece lui, non temo l’insuccesso. Che non ci sia tempo per tergiversare lo dicono i fatti. La fertilità degli esseri umani è oggi ridotta drammaticamente. Sono troppe le guerre e le distruzioni di intere comunità in atto nel mondo. Ciò costringe moltitudini a disperdersi in mondi ostili con disperazione. Ma le insidie maggiori vengono dal favore dato alla contraccezione, all’aborto, all’eutanasia, alla crisi dell’ambiente adatto alla prolificazione. Una crisi prodotta con atti devastanti sfavorevoli alla famiglia. Questo accade ai Paesi più ricchi, ma anche a quelli meno ricchi. Ai più poveri sono riservate, per ora, le guerre e le carestie, l’emigrazione di massa dei più giovani. Viviamo un “inverno demografico”, che produce la debolezza economica delle nazioni e delle comunità di ogni livello. Non c’è bilancio nazionale o comunitario capace di correggere la mancanza del “fattore umano” in netto declino. Mi preme sottolineare che le ragioni e le azioni che oggi insidiano la fertilità biologica stanno producendo un danno straordinario anche alla fertilità spirituale dell’umanità. Occorre rivalutare l’impegno per la vita di tutti, anche di coloro che figli non ne hanno. Madre Teresa è comunque “Madre”, anche se non ha generato figli propri: ha arricchito il mondo con il suo amore per la vita degli “ultimi” della terra. Il massimo del “senso materno” che una donna possa esprimere. Per questo parlo di un Rinascimento della Vita, contro l’individualismo sfrenato. L’amore per gli altri è essenziale per combattere contro i nemici della vita. Occorre formare uomini e donne in grado di servire la vita, senza la quale il mondo va in schiavitù e in estinzione. Inutile fare appello a strutture politiche e amministrative. È necessario concentrare gli sforzi sul fattore educativo affinché si diffonda il rispetto per la vita (educare viene da e-ducere, che significa portare fuori). Insegnanti e genitori, soprattutto, adeguatamente formati possono costituire capisaldi efficienti nelle scuole, per questa azione che libera la vita dalla morte, che rovescia i punti di vista comuni che oggi sono i più diffusi, che non donano vita, ma la vogliono sopprimere. Occorre la pazienza e la prontezza del cacciatore, che colpisce la preda quando passa. È necessario perciò formare genitori ed educatori, pronti ad agire con competenza e determinazione. Papa Francesco ci esorta sulla strada dell’impegno responsabile verso la vita e la dignità di ogni essere umano, per sottrarre l’umanità alle logiche anti-umane delle grandi concentrazioni del potere economico. San Giovanni Paolo chiamava queste logiche “la cultura della morte”: contro di essa ciascuno di noi deve riscoprire dentro di sé una spiritualità nascosta e feconda, in qualsiasi condizione si sia. Invito tutti a seguire queste iniziative a favore della vita e della dignità dell’uomo. Saranno organizzati corsi, conferenze, riunioni per creare circuiti di attivismo e mobilitazione per questo decisivo impegno di tutti, cattolici e non cattolici, perché la vita è un dono da scoprire e da comunicare con l’impegno di tutti.” S. E. consegna a noi questa richiesta di impegno responsabile. Don Elio ha Fede che il suo richiamo non andrà deluso. Noi abbiamo la certezza di non volerlo deludere.

Intervista fatta dall’Arch. Giampiero Cardillo al Card. Elio Sgreccia per la rivista mensile COMUNITÀ MARIA 

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