L’ONESTÀ È DANNOSA SE MANCA LA COMPETENZA LA COMPETENZA È DANNOSA SE MANCA L’ONESTÀ IL DISASTRO È ASSICURATO CON DISONESTÀ E INCOMPETENZA


20160216_Aquilino_U-1024x699“Onestà, onestà, onestà!” urlava il vertice del M5S (Di Maio, Di Battista, Raggi, etc.) alla fine del funerale di Gianroberto Casaleggio. E più tardi Di Maio commentava così l’episodio con una certa soddisfazione: “Avete sentito quanti cittadini urlavano onestà, onestà?”. Ma in realtà avrebbe dovuto dire che ad urlare era un piccolo gruppo di grillini demagoghi, lui compreso. Ennesima prova che non basta l’onestà delle mani pulite, è anche necessaria l’onestà intellettuale, per non parlare dell’assoluta esigenza che a fianco di qualsiasi tipo di onestà vi sia anche la competenza di risolvere i problemi creati dagli onesti incompetenti, dai competenti disonesti e, peggio di tutti, dai disonesti incompetenti. Io faccio parte del folto gruppo di ex-grillini che sono stati espulsi dal M5S o che si sono allontanati per avere capito molte “verità” di quel Movimento. La prima è una verità sturziana: il buon governo esige buona cultura nei governanti. Quale è la “cultura” in cui sta investendo il M5S? È quella della buona immagine televisiva e della dura (quanto facile) polemica contro il malaffare in politica. Ma le soluzioni proposte sono affidate alla “non cultura” della rete mascherata dal dio Rousseau. Se la “cura” proposta dal M5S fosse davvero credibile, oggi non avremmo circa il 60% degli elettori o indecisi per chi votare o decisi a non votare. Il voto a favore dei grillini nasce più dalla protesta distruttiva di una minoranza contro i vecchi partiti che non dalla convinta adesione a una proposta costruttiva di buon governo, cioè sostenuta da una solida cultura di buon governo. Per sostenere una simile proposta ho deciso di candidarmi nella Lista Marchini per entrare nel Consiglio Comunale di Roma. Sono un convinto sostenitore del popolarismo sturziano e del programma innovativo proposto da Alfio Marchini, che si rivolge “a tutti i romani liberi e forti”. Nel presentare il 21 aprile scorso il libro di Giovanni Palladino “Governare bene sarà possibile: come passare dal populismo al popolarismo”, Marchini ha affermato: “Oggi siamo qui a ricordare una personalità straordinaria come Luigi Sturzo. Mai come oggi è attuale il suo appello ai coraggiosi per dare una discontinuità ad un passato che ha dato una pessima prova di sé”. Condivido in pieno il suo slogan “LONTANI DAI PARTITI”, ossia da questi partiti, compreso il M5S, e la sua convinzione che ormai siamo arrivati alla morte dei sistemi di governo proposti dal centro-sinistra e dal centro-destra. Sistemi incapaci di servire il bene del Paese in quanto dominati da una classe dirigente – a livello nazionale e locale – in cui predominano gli onesti incompetenti, i competenti disonesti e gli incompetenti disonesti. L’Italia merita una rivoluzione innanzitutto morale e culturale, che il popolarismo di Sturzo e il civismo di Marchini possono realizzare.

Andrea Aquilino

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