SALVARE #ROMA PER SALVARE L’#ITALIA


Berlusconi non ha “baciato” Giorgia Meloni (mentre io mi auguravo che lo facesse, come scrissi
lo scorso 6 aprile). Le ha invece dato uno “schiaffone”, con il recente sostegno a Marchini, per non
avere rispettato l’accordo iniziale di puntare su Bertolaso. Ovviamente Marchini non poteva
rifiutare la “simpatia” di Berlusconi, pur continuando a sostenere con fermezza e convinzione il suo
desiderio di indipendenza (“lontano dai partiti”) per il fallimento di tanti governi e di giunte locali,
sia di centro-destra che di centro-sinistra.
È tuttavia sintomatico che nella lettera inviata il 12 febbraio scorso al Direttore de “Il Tempo”
egli scrivesse: “Voglio con grande determinazione dare voce a quei romani LIBERI E FORTI che non si
riconoscono nel PD e nel M5S. Siamo liberi dai pregiudizi e forti nella incrollabile determinazione di far
rinascere Roma”. Nel citare solo il PD e il M5S, evidentemente Marchini – da convinto “estremista
del buon senso” – desidera conquistare il consenso dei tanti elettori, credenti e non credenti, che non
si riconoscono nelle politiche stataliste e populiste già fallite o destinate sicuramente a fallire. E non
penso che oggi voglia essere indicato come l’erede di Berlusconi, dopo che questi ha fallito nel
tentativo di portare l’Italia verso quel moderno sistema di economia sociale e solidale di mercato in
favore del quale tanto lottarono e si impegnarono uomini come Luigi Sturzo, Luigi Einaudi, Alcide
De Gasperi e Adriano Olivetti, tutti sconfitti dalla decisione della DC di “aprire a sinistra”, cioè
verso una cultura incapace di creare sano sviluppo, perché concentrata nelle mani “bucate” dello
Stato (e dei politici).
Berlusconi ha quindi fallito, perché ha ereditato e peggiorato il sistema corrotto e conflittuale
dominato per 50 anni dalla DC, dal PSI e dal PCI. Ha fallito anche perché ha dato troppi “assist”
ai suoi avversari, dimenticando due importanti regole del buon politico dettate da Sturzo: “Se ami
troppo il denaro, non fare politica”. “Non ti circondare di adulatori. L’adulazione fa male all’anima,
eccita la vanità e altera la visione della realtà”.
Berlusconi è in uscita, Marchini è in entrata e conosce bene gli errori da non commettere. Non è
circondato da alcun “cerchio magico”, ma da una forte squadra di seri professionisti, che in pochi
mesi hanno preparato un Programma di Governo per Roma Capitale con 101 progetti concreti.
Marchini promette “una prospettiva politica innovativa, CAPACE DI FONDERE CIVISMO E
POLITICA. La società civile non è contro la politica, ma rappresenta la sola linfa che può ancora
ossigenarla”. Non è solo Roma ad avere bisogno di questa linfa, ma tutta l’Italia, come ha ben
ricordato il Prof. Marco Vitale in un suo recente intervento:
“La battaglia per cercare di rimettere Roma su una rotta positiva è una battaglia comune, un impegno
comune per tutti gli italiani che, tenacemente, non si rassegnano alla deriva morale, istituzionale e socioeconomica
del nostro Paese. Salvare Roma significa salvare l’Italia”. Noi sosteniamo l’Ing. Andrea
Aquilino nella Lista Marchini. Il suo slogan elettorale è SALVARE ROMA PER SALVARE
L’ITALIA.
Grazie Prof. Vitale per averci fornito l’idea di questo doppio salvataggio! È un obiettivo che deve
responsabilizzare tutti i partecipanti al soccorso.

Giovanni Palladino

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