A #ROMA SALTO NEL BUIO? NO, SECONDO “LA CIVILTÀ CATTOLICA” È TUTTO CHIARO


Il male fatto a Roma da decenni di pessima gestione amministrativa delle diverse coalizioni di centrosinistra e di centro-destra è stato tale che il nuovo sindaco e i nuovi assessori si troveranno di fronte a problemi enormi. È probabile che sarà il M5S a doverli affrontare. La vittoria dei grillini, tuttavia, non dipenderà dalla fiducia degli elettori nelle loro capacità di risolverli, quanto dal desiderio di non vedere più i vecchi e screditati partiti alla guida del Comune. Più che un voto a favore dei vincenti sarà un voto contro i perdenti. I probabili perdenti prevedono che la vittoria del M5S a Roma causerà “un salto nel buio”. Ma non è questa la previsione di Padre Francesco Occhetta, gesuita esperto di politica della rivista “La Civiltà Cattolica”, che in una recente intervista al Tg2000 – il telegiornale di Tv2000 della CEI – ha affermato: “Il M5S va ascoltato e tenuto in seria considerazione. È un voto di un elettorato giovane e trasversale. Questa trasversalità, soprattutto sull’area governativa e del centro-destra, è un voto moderato. Non presenta quindi quei pericoli che l’Europa ha prospettato. Ma nel voto da esprimere, prima di chiedersi con chi devo stare, bisognerebbe inserire anche i grandi principi che la Chiesa ci insegna come la sussidiarietà, lo sviluppo del bene comune e l’attenzione ai deboli. Perché da queste nuove classi dirigenti che stanno nascendo può nascere una nuova classe dirigente anche per il Paese”. Ma è proprio sicuro Padre Occhetta che i fedeli di Grillo siano convinti sostenitori dei grandi principi della Chiesa? Forse si dimentica che il primo Ddl presentato alla Camera dal M5S riguardava l’approvazione dell’utero in affitto e che il 13 novembre 2013 Virginia Raggi fu la prima firmataria di una interrogazione urgente al Sindaco Marino per proibire al Comune di dare il patrocinio e la prestigiosa sala della Protomoteca in Campidoglio a un Convegno organizzato dall’Associazione Famiglia Domani sul tema “Ideologia del Gender: quali ricadute sulla famiglia?”, proibizione che poi ebbe successo, perché il patrocinio e la sala furono subito rifiutati da Marino. Per non parlare delle tante occasioni in cui Grillo&Friends hanno manifestato il loro vero pensiero sui “grandi principi” della Chiesa e senza manifestare alcuna seria profondità culturale, tranne la garanzia di essere tutti onesti e alcuni di loro di essere iscritti a corsi di miglioramento dell’immagine. Evidentemente il gesuita de “La Civiltà Cattolica” si è commosso per le recenti interviste di “Avvenire” fatte alla Raggi (“sono cattolica, mi sono sposata in Chiesa, etc.”). Così come si commossero tanti cattolici (ma non Luigi Sturzo) quando, dopo oltre 15 anni di matrimonio civile, Mussolini si decise di portare all’altare Donna Rachele pur di farsi proclamare nel 1929 da Pio XI “uomo della Provvidenza” con la firma dei Patti Lateranensi. Ovviamente in quel periodo anche “La Civiltà Cattolica” tifava per il fascismo, con Sturzo esiliato a Londra per non voler tifare.

Giovanni Palladino

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