IL “DISSACRANTE” #RENZI ROTTAMA CIÒ CHE NON È MAI STATO “SACRO”


renzi

Il famoso economista Vilfredo Pareto definì ironicamente IL CAPITALE di Karl Marx “il libro santo del socialismo”. L’ironia era data dal fatto che egli riteneva che non vi fosse alcuna verità “santificabile” nel marxismo, ma allo stesso tempo criticava la “plutocrazia demagogica” dei poteri forti, che da sempre ostacolavano lo sviluppo diffuso dell’economia, capace di realizzare una vera giustizia sociale. L’ipocrisia del suo tempo si poteva sintetizzare nell’ambizioso nome dato all’impero britannico, COMMONWEALTH, quando si sapeva che la realtà era ben diversa: lungi dal creare una “ricchezza comune”, l’impero di Sua Maestà tendeva a concentrarla in poche mani, come d’altronde lo è tuttora in Gran Bretagna. Se il successo della sinistra è ancora sognato da tanti, lo si deve in parte agli errori che continua a fare la destra, senza dare alcuno ascolto alla Dottrina Sociale della Chiesa e ai sostenitori dell’economia sociale e solidale di mercato. Negli anni 80 fu davvero patetico l’appello di Nanni Moretti a D’Alema: “dicci e fai qualcosa di sinistra!”. Non poteva farlo, perché l’Italia stava già soffrendo da tempo per la svolta a sinistra della DC, una svolta che portò la nostra economia sempre più sotto il controllo della politica, ossia dello Stato, delle imprese parastatali, della burocrazia e della conseguente forte corruzione. Ora Renzi è accusato dalla minoranza del PD di rottamare la sinistra, che in realtà si è autorottamata per l’incapacità o, meglio, per l’impossibilità di fornire soluzioni di sinistra ai mali dell’Italia. E sta accentrando su di sé un potere che nessun Presidente del Consiglio ha mai avuto in Italia. Ma ormai Icaro si sta avvicinando rapidamente al sole con dichiarazioni apodittiche, che gli stanno distruggendo la credibilità: “Il mio governo non favorisce gli amici nè gli amici degli amici”. “Non c’è alcuna invasione di profughi”. “Il sistema bancario italiano è solido e l’economia è in ripresa”. “Stiamo lavorando per abolire le sanzioni contro la Russia”. “Il debito pubblico si sta riducendo”. E così via… È evidente che Renzi parla troppo, spesso anche bene, ma è sempre la sostanza dei fatti che deve prevalere sulla forma delle parole. Il probabile NO alla sua riforma costituzionale lo farà precipitare. C’è poco tempo per far ripartire (o, meglio, partire per la prima volta) l’Italia dal centro, ossia dal popolarismo, ossia dal capitalismo popolare e partecipativo, che anche Vilfredo Pareto (morto nel 1923) auspicava.

Giovanni Palladino

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