GLI #STATIUNITI DEL #DOLLARO DROGATO TRA GLI ECCESSI DI ALCOOL, COCAINA E CANNABIS


 

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Fra le tante promesse elettorali di Trump vi è anche la legalizzazione della cannabis in tutti gli Stati Uniti. Oggi la mariyuana si può vendere per scopo terapeutico solo in 23 Stati e senza alcun limite in 4 Stati, fra i quali il Colorado, dove un serio studio scientifico ha di recente dimostrato che le “canne” e le caramelle alla cannabis fanno male al cervello. Ma i fautori della cosiddetta droga “leggera” sostengono da sempre che gli alcoolici pesanti e (se bevuti pesantemente) anche i leggeri fanno male al fegato. Quindi liberalizziamo anche la cannabis come è libera la vendita di tutti gli alcoolici… Anche la Clinton è favorevole a questa “apertura”, sospinta dagli enormi interessi che negli Stati Uniti si stanno coalizzando intorno alla coltivazione e vendita della mariyuana. In tale prospettiva Warren Buffett ha già investito centinaia di milioni di dollari in gigantesche serre di cannabis, seguito da George Soros, da Peter Thiel, il fondatore di PayPal, e da Jamen Shively, uno dei più importanti dirigenti di Microsoft, che nel lasciare la società di Bill Gates ha detto: “La prossima fine del proibizionismo contro la cannabis creerà un numero record di milionari”. Difatti in Colorado lo sono diventati già in 4.873 in meno di tre anni… Nel frattempo il Paese dello zio Sam vede crescere anche il numero degli obesi (soprattutto tra i poveri, che mangiano e bevono porcherie a basso prezzo) e degli arrabbiati, che contestano un sistema dominato dalla protezione degli interessi dell’1% degli americani, che vedono in Wall Street e nel dollaro gli dei da tutelare. Ne è prova la politica della Federal Reserve, che da oltre 20 anni si è posta al servizio degli speculatori più che degli investitori. Ciò ha reso fragile un sistema finanziario sempre più minacciato dalla “spada di Damocle” del crollo delle quotazioni e quindi della fiducia nel sistema stesso. Da tempo sostengo che il dollaro è un “re nudo”, perchè è espressione di un sistema malato a causa del crescente divario che si sta creando tra chi sta bene e chi sta male per la pessima gestione fatta dai poteri forti oligopolisti drogati dal desiderio di accumulo ad ogni costo. E guai a contestare i potenti della finanza speculativa di breve termine (ai quali deve obbedire la Federal Reserve), i potenti delle armi (ottimo mantenere sempre il mondo sul piede di guerra) e i potenti delle medicine, che devono curare una società dal corpo e dallo spirito sempre più malati. Anche gli Stati Uniti, come l’Europa, hanno bisogno di una potente iniezione di economia sociale e solidale di mercato. L’augurio è che possa arrivare dopo l’inevitabile crollo di questo sistema, che né Trump né Clinton possono sanare.

Giovanni Palladino

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