SERIETÀ, SERIETÀ, SERIETÀ!


L’Italia, fra i tanti deficit, soffre anche di un grave deficit di serietà. È una mancanza che si sente soprattutto nel mondo politico ed è spesso la causa principale di altri deficit, frutto dell’incompetenza di chi li produce. Deficit che non si risanano con la sola virtù dell’onestà, se a questa non si unisce il merito della competenza. Onestà più competenza garantiscono serietà (e quindi buoni risultati) in chi agisce nel mondo politico ed economico-sociale.

Nel mio libro edito da Rubbettino “Governare bene sarà possibile: come passare dal populismo al popolarismo” scrivevo a pag. 37:

“È mia convinzione che il populismo potrà essere sconfitto solo dal popolarismo, un sistema e un metodo di governo nati con il famoso Appello a tutti gli uomini liberi e forti scritto da Luigi Sturzo al momento della fondazione del Partito Popolare Italiano nel 1919. Questo Appello fu poi affinato nei decenni successivi dal suo stesso ideatore e da altri grandi statisti come De Gasperi, Einaudi e Adenauer. È un sistema che richiede fra i suoi gestori innanzitutto persone dotate di grande spirito di servizio, di competenza e di moralità. Sturzo sosteneva che un uomo politico può avere quattro diverse caratteristiche, ma una sola è quella vincente:

 grande competenza e grandi doti morali;

 grande competenza e scarse doti morali;

 scarsa competenza e grandi doti morali;

 scarsa competenza e scarse doti morali.

Ovviamente solo la prima combinazione può fare di lui un vero uomo di servizio, utile al Paese. La seconda e la terza lo rendono “zoppo” e, prima o poi, ne causano la caduta, mentre la quarta – purtroppo molto diffusa – lo rende capace di tutto, nel peggior senso del termine. Il populismo muore in un sistema politico “corazzato” da uomini di servizio, mentre vive e vegeta con le abitudini e i comportamenti tipici dei “benefattori”, come Gesù ironicamente definiva i governanti del suo tempo, contro i quali il populista è molto abile a scagliarsi, ma con scarse probabilità di successo. Le soluzioni efficaci non sono rappresentate dagli urli rabbiosi ed emotivi, ma dalle idee e dai progetti credibili e sostenibili di coloro che sanno coniugare la buona cultura con la concretezza delle azioni più adatte al caso”. Nessuno affiderebbe la guida di un aereo a un pilota privo di formazione e di tante ore di volo alle spalle, né farebbe entrare in sala operatoria un chirurgo sprovvisto della necessaria istruzione ed esperienza. Eppure in politica ciò è avvenuto e tuttora avviene: la grande assente è la formazione alla buona politica, da cui dipende il benessere di tutti. Per passare dal populismo al popolarismo è necessario che la “grande assente” si faccia viva. L’onestà senza la competenza è inutile.

Giovanni Palladino

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