L’OPERAZIONE POLITICO-CULTURALE DI STEFANO #PARISI


Il fuoco, si sa, ha grandi capacità produttive, se usato e controllato bene, ma ha grandi capacità distruttive, se usato male e con la perdita del suo controllo. Lo stesso si può dire della fiducia: è un “fuoco”, è una grande energia che costruisce e fa costruire, ma se viene tradita, si trasforma in sfiducia e “gela”, frena, distrugge. È ormai da molto tempo che l’Italia è stata colpita da una dilagante sfiducia a livello politico, economico e quindi sociale. Lo si vede dallo “sciopero” degli elettori, dall’aumento del populismo, dalla stasi dell’economia e da un crescente malessere nella società, che un tempo si chiamava del benessere. Evidentemente è stato un benessere creato male e usato male. Tutto ciò avviene in un periodo in cui a Palazzo Chigi lavora un giovane leader, che si muove in Italia e nel mondo (spesso a vuoto) come nessun Premier ha fatto nel passato, e in Campidoglio è arrivata a furor di popolo una giovane carica di presunzione e di incoscienza più che di onestà, come gran parte dei componenti del M5S. Le basi sulle quali entrambi lavorano sono molto fragili. Renzi non ha l’esperienza e la cultura per rafforzarle (basti pensare come sta affrontando l’enorme problema del Monte de’ Paschi di Siena e delle sofferenze bancarie in genere, facendosi guidare da Londra senza alcun rispetto per gli interessi dei risparmiatori e dicendo tante bugie come “mai più la politica nella gestione delle banche!”). Virginia Raggi è caduta nel Comune più disastrato d’Italia, che avrebbe bisogno di un super-gestore e di uno squadrone di super-tecnici per essere risanato. La sua esile figura ci ricorda il romanzo di Grazia Deledda: “Canne al vento”. In questo quadro. dove è la sfiducia a dominare, un “non politico”, Stefano Parisi, è stato chiamato a rifondare Forza Italia, a cominciare dal cambiamento del nome, che non ha portato bene al Paese, oggi frenato da tante debolezze. Sono soprattutto debolezze di tipo morale e culturale, che hanno poi causato inevitabili danni economici e sociali. Quindi Parisi dovrà partire dal BACK TO BASICS, cioè dal ritorno ai “fondamentali”, dalla ripresa di quei valori morali e culturali in cui credevano statisti come Sturzo, Einaudi e De Gasperi. Valori poi abbandonati e calpestati dagli “statisti” successivi, che hanno ridotto il Paese con il più alto tasso di lavoro autonomo al mondo (30%, ossia dotato di un potenziale grande vantaggio!) nelle condizioni in cui oggi si trova.

L’Ing. Gianfranco Dioguardi ha scritto un articolo dal titolo “VIVA IL CAPITALISMO IMPRENDITORIALE, VERA FONTE DI LIBERTÀ”, lamentando la devastante deformazione culturale in cui è caduta l’Italia dagli anni 60 in poi. Stefano Parisi è chiamato a fare “tabula rasa” di questa deformazione, partendo dalla buona formazione del personale politico. Noi sturziani, popolari e liberali come lui, lo aiuteremo, sperando che abbia successo in questo difficilissimo lavoro.

Giovanni Palladino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...