“Governare bene sarà possibile: dal #populismo al #popolarismo” di Giovanni Palladino, vince il XXXIII PREMIO #CAPRI-SAN MICHELE PER LA #POLITICA


 

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Il 24 settembre scorso si è svolta a Capri la cerimonia di assegnazione della XXXIII edizione dei premi Capri-San Michele. L’opera vincitrice è stata “Dio o niente” del Card. Robert Sarah (Guinea). Sono stati inoltre premiati 14 libri per diverse sezioni culturali e di attualità. Per la sezione Politica è stato premiato il libro di Giovanni Palladino “Governare bene sarà possibile: come passare dal populismo al popolarismo” edito da Rubbettino con la prefazione del Card. Oscar Maradiaga e con la postfazione di Umberto Ambrosoli. La giuria è stata presieduta dal Prof. Lorenzo Ornaghi, ex Rettore dell’Università Cattolica ed ex Ministro dei Beni Culturali.

 

Il libro di Palladino è stato presentato dal Prof. Antonio Jodice, Presidente dell’Istituto di Studi Politici San Pio V, che ne ha sottolineato la sua grande attualità, pur essendo il libro ispirato dal pensiero di un sacerdote e statista nato nel lontano 1871: don Luigi Sturzo. “Ma il linguaggio della verità – ha ricordato il Prof. Jodice – non è soggetto a limiti di età, soprattutto nel caso del pensiero politico ed economico di Sturzo, che attinge le sue solide radici nella ‘Rerum Novarum’ di Leone XIII”.

 

E a dimostrazione della grande validità (e della sua straordinaria attualità) del pensiero e dell’azione del sacerdote di Caltagirone, il Prof. Jodice ha ricordato il lavoro “rivoluzionario” – nel senso positivo e costruttivo del termine –  che Sturzo svolse nel suo comune come vice-sindaco dal 1905 al 1920, l’importanza del famoso Appello a tutti gli uomini liberi e forti del 1919 con la nascita del Partito Popolare Italiano e il ruolo svolto da Sturzo al ritorno dal suo sofferto esilio di ben 22 anni con i consigli e ammonimenti alla DC di “non compiere i mali passi con l’apertura delle porte alle tre malebestie: lo statalismo, la partitocrazia e l’abuso del denaro pubblico”. Tutti temi ricordati – a beneficio della buona memoria storica – nel libro di Palladino.

 

Al populismo si è giunti – ha sottolineato l’autore nel suo intervento – per gli errori compiuti in decenni di “mali passi” e di una politica economica statalista e illiberale, compiuta proprio nel Paese che avrebbe avuto bisogno del massimo stimolo e supporto allo sviluppo dell’iniziativa privata. L’Italia è infatti dotata del più alto tasso di lavoro autonomo al mondo (30%) e avrebbe potuto continuare nel “miracolo economico” degli anni 50, se non fosse stata ostacolata dalla forte conflittualità tra capitale e lavoro iniziata con l’apertura a sinistra. Non si è così ascoltato il saggio consiglio della “Rerum Novarum” e delle successive encicliche sociali di stabilire una stretta alleanza tra le imprese e i lavoratori, impedita dalla pesante presenza dello Stato e dei partiti nel sistema economico. Il popolarismo sturziano offre una moderna cura per questo male ormai troppo antico, in un mondo dove è sempre più necessario dare grande libertà al settore privato dell’economia; ma con la presenza di un potere pubblico, che non sia in conflitto di interessi e capace di far rispettare le buone regole. Sturzo lo dimostrò nella pratica per 15 anni alla guida di Caltagirone e nella teoria con la sua Opera Omnia composta da più di 50 volumi, nessuno dei quali è “fuori dal tempo” per chi desideri fare buona politica.

 

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