LA #VERITÀ ESISTE: È L’#AMORE ELEVATO DAL SENSO AL SENTIMENTO


Il 20 settembre scorso è nato un nuovo quotidiano con un nome molto impegnativo (LA VERITÀ) e con una domanda che incuriosisce (QUID EST VERITAS?) inserita alla base della testata. Stefano Lorenzetto, Direttore Editoriale, nel suo articolo di apertura ha spiegato così quel misterioso punto interrogativo: “È la domanda che Ponzio Pilato pone a Gesù durante l’interrogatorio che precede la condanna a morte. È anche l’unica, in tutto il Vangelo, alla quale il Nazareno non risponde. Perché? Sant’Agostino riteneva che la replica fosse implicita nella domanda. Basta anagrammarla: ‘Est vir qui adest’, è l’uomo che hai davanti. Sì, la verità parla da sola”. Bello l’anagramma di Sant’Agostino (grazie Lorenzetto per averlo ricordato), ma la migliore risposta è quella dello stesso Gesù. È una risposta che non si trova nel Vangelo, ma nell’Opera in 10 volumi della mistica Maria Valtorta: L’EVANGELO COME MI È STATO RIVELATO (edito dal Centro Editoriale Valtortiano). Alla domanda di Pilato (10° volume, pag. 57): “Sei tu il re dei giudei?”, Gesù replica: “Per te lo chiedi o per insinuazione d’altri?”. Pilato ribatte: “E che vuoi che me ne importi del tuo regno? Son forse io giudeo? La tua nazione e i capi di essa mi ti hanno consegnato perché io giudichi. Che hai fatto? Ti so leale. Parla. È vero che aspiri al regno?”. “Il mio Regno non viene da questo mondo. Se fosse un regno del mondo, i miei ministri e i miei soldati avrebbero combattuto perché i giudei non mi pigliassero. Ma il mio Regno non è della Terra. E tu lo sai che al potere io non tendo”. “Ciò è vero. Lo so. Mi fu detto. Ma tu non neghi d’essere re?” “Tu lo dici. Io sono Re. Per questo sono venuto al mondo: per rendere testimonianza alla Verità. Chi è amico della Verità ascolta la mia voce”. “E che cosa è la Verità? Sei filosofo? Non serve di fronte alla morte. Socrate morì lo stesso”. “Ma gli servì di fronte alla vita, a ben vivere. E anche a ben morire. E ad andare nella seconda vita senza nome di traditore delle virtù civiche”. “Per Giove!”. Pilato lo guarda ammirato per qualche momento. Poi lo riprende il sarcasmo scettico. Fa un atto di noia, gli volta le spalle, torna verso i giudei e dice: “Io non trovo in lui alcuna colpa”. Quindi per Gesù la verità è la pratica e il rispetto delle virtù civiche. Ma più avanti, a pag. 69, Gesù spiega meglio a Maria Valtorta (in un dettato del 10 marzo 1944) cosa è la Verità: “Pilato non può capire quale sia il mio regno. E, quel che è doloroso, non chiede che io glielo spieghi. Al mio invito perché egli conosca la Verità, egli, l’indomabile pagano, risponde: ‘Che cosa è la verità?’, e lascia cadere con una alzata di spalle la questione. Oh! figli, figli miei! Oh! miei Pilati di ora! Anche voi, come Ponzio Pilato, lasciate cadere con una alzata di spalle le questioni più vitali. Vi sembrano cose inutili, sorpassate. Cosa è la Verità? Denaro? No. Donne? No. Potere? No. Salute fisica? No. Gloria umana? No. E allora si lasci perdere. Non merita che si corra dietro a una chimera. Denaro, donne, potere, buona salute, comodi, onori, queste sono cose concrete, utili, da amarsi e raggiungersi a qualunque costo. Voi ragionate così. E, peggio di Esaù, barattate i beni eterni per un cibo grossolano che vi nuoce alla salute fisica e che vi nuoce per la salute eterna. Perché non persistete a chiedere: ‘Cosa è la verità’? Essa, la Verità, non chiede che di farsi conoscere, per istruirvi su di essa. Vi sta davanti come a Pilato e vi guarda con occhi di amore supplicante, implorandovi: ‘Interrogami. Ti istruirò’. Vedi come guardo Pilato? Ugualmente guardo voi tutti così. E, se ho sguardo di sereno amore per chi mi ama e chiede le mie parole, ho sguardi di accorato amore per chi non mi ama, non mi cerca, non mi ascolta. Ma amore, sempre amore, perché l’Amore è la mia natura”. La Verità vi sta davanti come a Pilato, dice Gesù, quindi confermando l’anagramma “scoperto” da Sant’Agostino, ma soprattutto ci fa capire l’importanza fondamentale dell’Amore con la A maiuscola, diverso dall’amore con la a minuscola; ci invita a capire la grande differenza tra sentimento e senso, cioè tra spirito e materia, tra la vera Verità e tante chimere che ci appesantiscono la vita, spesso rovinandola. La più grande prova dell’Amore di Gesù verso di noi sta proprio in quell’invito: “Interrogami. Ti istruirò”. E ci lascia liberi di accettarlo o di non accettarlo, perché il premio alla buona volontà deve essere meritato.

Giovanni Palladino

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