VINCE CHI SCONFIGGE LO SCIOPERO DEL #VOTO


parisi

Concludevo così, il 19 settembre scorso, il mio articolo dal titolo SOLO UNITI SI VINCE, MA CON LA STESSA IDENTITÀ CULTURALE, ALTRIMENTI SI FINISCE NELLA TORRE DI BABELE: “Noi sturziani e autentici popolari liberali ci auguriamo che Parisi abbia successo”. Dopo l’inatteso “distacco” di Berlusconi dal serio lavoro di Stefano Parisi svolto in giro per l’Italia negli ultimi due mesi, io confermo questo augurio e spero che Parisi non alzi bandiera bianca. Ritengo che quel “distacco” sia un fatto positivo, che potrebbe facilitare il suo obiettivo di sconfiggere lo sciopero del voto e di portare nuovamente alle urne la maggioranza silenziosa degli elettori moderati. Innanzitutto è bene chiarire la contraddizione in cui è caduto Berlusconi. Il “distacco” è avvenuto, secondo lui, perché Parisi non ha saputo unire le diverse componenti del centrodestra, in particolare quella della Lega (“Parisi non può avere un ruolo se in contrasto con Salvini”). Ma ormai è Salvini a essere in contrasto con Berlusconi, tanto da candidarsi ufficialmente alla guida del centro-destra. Non solo, ma è lo stesso Cavaliere a essere in contrasto con Salvini, quando giorni fa ha affermato che “oggi in Italia l’unico vero leader politico è Matteo Renzi”, perché l’altro (Silvio Berlusconi) è stato per il momento escluso dall’arena per i noti motivi, giudicando così Salvini non adeguato al ruolo di guida del centrodestra. Può quindi avere ancora un ruolo dominante l’ex-premier in una coalizione ormai frantumata da Salvini, che entro l’anno annuncerà l’accordo con la nascente Lega del Sud? L’inatteso “distacco” può quindi rivelarsi positivo sulla strada, ancora lunga, di formare un movimento politico dotato della stessa identità culturale veramente popolare e liberale, come Parisi e tutti gli elettori moderati auspicano. D’altronde tra Salvini (che dice “con i moderati non si va da nessuna parte, non si vince”) e Parisi (che dice “contano i programmi, non le coalizioni, sono inutili le alleanze con lo scotch”) non potrà mai stabilirsi una intesa. E Parisi giustamente precisa e chiarisce: “La Lega continua ad accusarmi di voler fare accordi con Verdini, Casini, Alfano e anche Fini. Ma queste persone non faranno mai parte del mio progetto politico. È un’accusa che mi viene lanciata per non confrontarsi nel merito. Basta con la delegittimazione: le operazioni di Palazzo non mi interessano”. Finalmente parole chiare per un progetto politico, che avrà bisogno di tempo per maturare a causa dell’enorme confusione che ancora regna in Italia sia a sinistra che a destra. Le elezioni anticipate nel 2017 sarebbero una sventura.

Giovanni Palladino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...