Caltagirone, la notte bianca per Don Sturzo


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NEL 145° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI DON LUIGI STURZO “NOTTE BIANCA STURZIANA” A CALTAGIRONE
Luigi Sturzo nacque il 26 novembre 1871 a Caltagirone. Sabato scorso, 26 novembre, la Diocesi e il Comune di Caltagirone hanno voluto commemorare il 145° anniversario con una “notte bianca sturziana”, dalle ore 19:30 sino alle ore 22:30. La commemorazione è iniziata nel vasto atrio del Comune, affollato (dentro e fuori) da centinaia di calatini, con gli interventi del Vescovo, Mons. Calogero Peri, del Sindaco, Avv. Gino Ioppolo, e di Mons. Slawomir Oder, Presidente del Tribunale Ecclesiastico del Vicariato di Roma per le Cause dei Santi. Mons. Peri ha ricordato che la Diocesi di Caltagirone ha voluto chiudere le celebrazioni per il bicentenario della sua fondazione (1816-2016) con una “notte bianca” dedicata a uno dei suoi figli più illustri, il Servo di Dio don Luigi Sturzo, sacerdote, sociologo e statista, nonché “rivoluzionario” pro-sindaco della città dal 1905 al 1920. “Rivoluzionario” perché ha testimoniato nel concreto le verità del Vangelo nel corso della sua attività amministrativa svolta a beneficio di tutti i suoi concittadini. La “notte bianca” è stata ideata per ricordare sia la grande spiritualità del Servo di Dio sia per ricordare le sue doti di amministratore integerrimo. L’Avv. Ioppolo ha appunto sottolineato queste grandi doti, alle quali dovrebbero rifarsi tutti gli uomini politici che si dedicano al servizio del bene comune. Il pro-Sindaco Sturzo è stato un grande maestro, ma la storia ci dice che purtroppo non ha fatto scuola né in Sicilia né in Italia. La fede e la speranza ci dicono che non è mai troppo tardi per riprendere seriamente il suo insegnamento. Mons. Oder ha ringraziato per essere stato invitato a questa significativa “nottata” e si è dichiarato molto felice di constatare di persona – per la folta presenza di tanti cittadini di Caltagirone – l’effettiva “fama di santità” del Servo di Dio don Luigi Sturzo, di cui si sta per chiudere con successo la fase diocesana della Causa di Beatificazione. La “notte bianca”, a cui ha partecipato anche Mons. Francesco Maria Tasciotti, Giudice Istruttore della Causa di Beatificazione, si è poi svolta lungo 5 itinerari sturziani così suddivisi per tema:

1. AFFETTIVITÀ: visita guidata alla casa natale in Via S. Sofia 21

2. SPIRITUALITÀ: Mausoleo presso la Chiesa del SS. Salvatore dove don Sturzo celebrò la prima Messa e dove è sepolto: mostra fotografica e proiezione video della sua vita sacerdotale

3. POLITICA: Comune in Piazza del Municipio dove si svolse la rivoluzione politica di Sturzo con l’ingresso dei cattolici nella vita democratica: musica dal vivo e lettura di testi politici sturziani

4. CULTURA SOCIALE: Biblioteca Diocesana in Piazza S. Francesco – Attuale Sede Vesco- vile e già sede del Seminario dal 1911 per volontà dell’allora prosindaco Sturzo, che fu anche tra i primi responsabili della Biblioteca in essa ospitata: esposizione di opere coeve e manoscritti autografi, filmati sul pensiero e sulla azione sociale di don Sturzo

5. DEVOZIONE MARIANA: Santuario Diocesano di Maria SS. del Ponte: la sua anima gran- de si commuove nel pensare a questo umile santuario. Nell’amarezza dell’esilio il ricordo di Maria fu uno dei più soavi e consolanti: drammatizzazione del sogno di don Sturzo e recita di poesie.
Riportiamo qui di seguito la presentazione della “notte bianca sturziana” così come redatta in un opuscolo curato dalla Diocesi e dal Comune di Caltagirone: “Qualcuno esprimerà dissenso. Una notte bianca dedicata a Luigi Sturzo. Figuriamoci. Eresia! Neanche fosse una ‘rock star’… Eppure, perché essere diffidenti verso forme di coinvolgimento più vicine alla sensibilità delle nuove generazioni, soprattutto quando in una serata consentono di abbracciare più aspetti di rilievo del cammino sacerdotale, sociale e politico del Maestro calatino? L’occasione offerta dalla celebrazione del bicentenario di fondazione della Diocesi di Caltagirone e la ricorrenza del 145° anniversario della nascita di Luigi Sturzo, avvenuta il 26 novembre 1871, è suggestiva. Nel percorso culturale che proponiamo si evidenziano 5 fasi della vita del sacerdote: quelle che rafforzarono il rapporto intimo e permanente che Egli ebbe a tessere con la città natale, sia durante gli anni della giovinezza, sia nell’esilio o dopo il rientro in Italia. Cinque fasi racchiuse in altrettanto parole-chiave, recanti i segni della AFFETTIVITÀ, della SPIRITUALITÀ, della POLITICA, della CULTURA SOCIALE, della DEVOZIONE MARIANA. Parole apparentemente isolate, ma in realtà convergenti nel forgiare i caratteri originari della figura, del pensiero e dell’opera di Sturzo, e le modalità con cui seppe declinarli nel campo della scienza sociale e dell’autonomia dei cattolici nella sfera della vita civile e democratica del Paese. Ogni parola chiave ha un suo luogo nella memoria del sacerdote e in quella cittadina. All’AFFETTIVITÀ è ricondotto l’edificio di Via S. Sofia, dove nacque e maturò la vocazione sacerdotale e la iniziale sensibilità verso le spinte sociali. Alla SPIRITUALITÀ è legata la Chiesa del SS. Salvatore, luogo in cui celebrò la prima Messa nel maggio 1894, e che dal 1962 ospita un Mausoleo marmoreo dove sono conservate le sue spoglie mortali. Alla POLITICA è connesso il Palazzo Municipale di Caltagirone, sede del governo cittadino e arena dell’apprendistato politico di Sturzo. Alla CULTURA SOCIALE è riferita la Biblioteca diocesana ‘Pio XI’, situata in Piazza S. Francesco all’interno dell’edificio episcopale.

La biblioteca, della quale fu assiduo frequentatore, rappresentò una palestra culturale, dove le sue idee spirituali tomistiche convissero con gli impulsi sociali trasmessi dall’enciclica ‘Rerum Novarum’. Alla DEVOZIONE MARIANA è riferito il Santuario della Madonna del Ponte. Durante l’esilio, la sua anima si commuoveva ogni qual volta il ricordo di quel luogo umile si trasfigurava in immagine presente. Come in una silenziosa peregrinazione, un passo dopo l’altro entreremo nella ‘notte bianca sturziana’, per raggiungere i luoghi sopra richiamati. Per accostarci idealmente e fisicamente al coraggioso testimone della fede cristiana e della libertà. Valori e doni che Egli difese in tutti i luoghi in cui il totalitarismo mise in campo l’accentramento statalista per combatterli e sopprimere. La fede semplice e sicura, il comportamento fiero, lineare, mai compromissorio per il bene comune hanno fatto di Sturzo un Uomo, un Sacerdote, un Sociologo, un Politico, uno Statista. Un riferimento ideale ancora oggi per chi coltiva la speranza per l’avvento di un nuovo “Umanesimo”.

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