#Parisi: mi presento alle #elezioni


1-img145058
Oggi a Roma la convention del suo movimento. Ma Berlusconi e Salvini lo hanno già scaricato
Il programma di governo sarà approvato domenica prossima
 di Carlo Valentini Twitter: @cavalent 
Berlusconi chi? Lo scisma avverrà oggi nella grande (spera lui) assise di Roma, presso l’Istituto Italo-Latino Americano (via Paisiello 24). Qui Stefano Parisi farà il bilancio del suo giro d’Italia e dichiarerà fondato il suo movimento, Energie per l’Italia.

Troneggerà lo slogan MegaWatt-Accendi la lampadina. Spiega: «La struttura di Energie per l’Italia è orizzontale e diffusa: non prevede gerarchie ma una rete collaborativa fatta di lampadine accese in tutta Italia per indicare un’alternativa di centrodestra positiva che riaggreghi il popolo dei moderati e consenta di uscire dalla crisi politica».

Insomma le lampadine di Parisi contro le stelle di Beppe Grillo. Nell’illuminazione, Matteo Renzi sembra rimasto indietro. Comunque Parisi, con la lampadina in mano, oggi si presenta alla convention, meticolosamente organizzata. Anticipa: «Il mio obiettivo è recuperare il consenso degli italiani visto che Forza Italia ha perso 10 milioni di voti. Con Matteo Salvini leader il centrodestra perde perché la maggioranza degli italiani non è lepenista. Perciò la coalizione si deve fare sul programma e non serve mettere insieme quattro persone che dal giorno dopo non vanno più d’accordo. Altrimenti succede quello che è accaduto a Padova o allo stesso Berlusconi che è stato lasciato solo».

Dopo Roma, toccherà a Milano, tre giorni all’Umanitaria, dal 19 al 21 dicembre: «Riuniremo tutti i gruppi di lavoro- dice- per il programma di governo». Il fatto che adesso sia Berlusconi ad averlo lasciato solo, non lo preoccupa. Da oggi egli sarà ufficialmente il leader di un movimento di centrodestra moderato. E non fa sconti. Nemmeno a Forza Italia: È un partito molto vivo sul territorio ma impiegatizio nei suoi vertici». Quanto a Salvini: «Trump ha lavorato nella vita, ha generato ricchezza, ha esperienza e solidità, non è certo uno che nasce in consiglio comunale e ha fatto solo quello». Poi, Renzi: «Ormai è evidente che ha fallito, perché non ha raccontato la verità. Ora abbiamo un Paese da ricostruire”. Non è esente dalle sue sciabolate nemmeno Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione: «È una delle più grandi iatture del nostro Paese. Chi è questo signore, a chi risponde, dov’è la sua struttura istituzionale? Non è un’istituzione prevista dal nostro ordinamento e sta generando molta confusione nelle amministrazioni pubbliche».

Insomma Parisi alza il tiro perché le elezioni sono comunque vicine. Oggi, da Roma, parte la sua corsa verso le urne. Si tratta dell’ennesimo tentativo di creare una forza centrista orientata sulla destra dello schieramento politico. Il contrario del gruppo capitanato da Angelino Alfano e Pierferdinando Casini e da quello capeggiato da Denis Verdini, che guardano invece a Renzi e alla sua sinistra edulcorata. In pratica è quello che voleva fare Corrado Passera. Anche lui sperava nel battesimo berlusconiano in occasione delle elezioni amministrative di Milano. Quando invece l’ex-Cavaliere lo ha appiedato per fare correre Parisi, Passera (che pur aveva già incominciato una martellante campagna elettorale) s’è fatto da parte e gliela data su con la politica e con un centrodestra troppo rissoso. Parisi al contrario ci ha preso gusto. Ha lottato quasi alla pari con Beppe Sala e nel tripudio degli elogi ha deciso di continuare. Tra questi elogi ci sono stati anche quelli di Silvio Berlusconi, che lui ha ritenuto il viatico per diventarne l’erede. Impressione sbagliata. È stato subìto diseredato. Così ecco pronta la vendetta: un movimento che sarà (forse) la spina nel fianco di Berlusconi. È accredito dai sondaggi attorno al 5% (anche pochi voti possono essere importanti alle prossime politiche) ma soprattutto in grado di calamitare personalità e imprenditori potenzialmente nell’orbita dell’ex-Cavaliere. Oltre a una diffusione sul territorio che rischia di togliere ossigeno alle già asfittiche sezioni di Forza Italia.

Per esempio l’altro giorno a Torino l’organizzatore della tappa di Parisi è stato Alessandro Cherio, presidente del Collegio costruttori, ex-consigliere comunale di Forza Italia. Al suo fianco altri due ex forzisti, Roberto Rosso (ex sottosegretario nel governo Berlusconi) ed Enzo Ghigo (ex presidente della Regione). «È stato un successone.- dice Cherio.- Hanno partecipato tanti che avevano lasciato Forza Italia nutrendo fiducia in Renzi e poi hanno capito che è un bluff, ma hanno ancora voglia di politica seria, di idee e proposte. È un elettorato in parte tradito, che in troppi casi ha abbandonato il voto, ma non la voglia di tornare a votare se c’è l’offerta giusta. In primavera ci saranno le elezioni ad Alessandria, Asti e Cuneo, saremo presenti con nostri candidati».

Nella sala dell’hotel De La Ville, conclude Parisi: «O si cambiano i vecchi schemi o il futuro di questo Paese sarà consegnarsi ai Cinquestelle. Com’è accaduto a Roma, e a Torino: Renzi sarà il Piero Fassino d’Italia, ma il centrodestra usa lo stesso schema. Che diamo fastidio lo dimostra il fatto che i partiti tradizionali, per difesa, cercano di collocarci in qualche schema, ma noi siamo fuori dagli schemi abbiamo idee molto radicali per ricostruire questo Paese, devastato da decenni di politiche di destra e di sinistra, dalle fondamenta».

In un’altra tappa, quella di Cuneo in prima fila erano l’ex senatore di An, Giuseppe Menardi, l’ex deputata Dc ed esponente della Coldiretti ,Giovanna Tealdi e l’ex consigliere regionale azzurro Francesco Toselli, che Parisi ha citato come esempio di ritorno nell’area del centrodestra di chi aveva lasciato Forza Italia: «Sapevo – spiega Parisi- che dal gruppo parlamentare di Forza Italia non avrei ricevuto applausi, mi sarei però perlomeno aspettato qualche riflessione sul merito. E invece nulla. Ma tanti dirigenti mi stanno sostenendo».

Poi agli imprenditori presenti dice: «Le politiche di incentivo, se non favoriscono la crescita, sono di corto respiro. Occorre abbattere le tasse sulle imprese perché è solo dal privato che oggi possono venire nuove opportunità di occupazione. Chi predica l’uscita dall’Europa e dall’euro deve spiegare le conseguenze che ne deriverebbero, altrimenti sono slogan ad effetto, ma non è in questo modo che si persegue il bene Paese».

Infine Padova, da dove Parisi si rivolge direttamente a Berlusconi: «Caro presidente, o si cambia passo o siamo morti. La soluzione non sono Salvini e le ruspe, ma una cultura di governo che sappia dare una risposta al Paese. La politica non si fa tra individui che si spartiscono pacchetti di voti, tra impiegati del sistema che pensano solo a se stessi, ai loro malati rapporti personali di odi e risentimenti che hanno portato alla crisi della giunta di Padova» (dove il sindaco leghista Massimo Bitonci è stato messo in minoranza da Forza Italia, ndr).

Ovviamente Berlusconi non porge l’altra guancia: «Non abbiamo mai guardato a Parisi come a un leader della coalizione. Egli non ha saputo stringere con i partiti del centrodestra dei patti di comprensione, di simpatia e di fiducia. Se uno vuole fare il federatore del centrodestra è necessario…».

Sarà dura ricomporre il centrodestra anche perché, da Roma, Parisi ribadirà la sua avversione alla corrente trumpiana: il suo centrodestra è agli antipodi da quello di Salvini, Giorgia Meloni e Giovanni Toti. Ma è l’unico (così finirà il suo discorso di autoinsediamento) che potrà tentare di vincere le elezioni..

Fonte Italia Oggi 13 dicembre 2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...