IL MONDO ANGLOSASSONE VA VERSO IL TRAMONTO?


trump_mayLa monarchia inglese chiamò il suo impero coloniale con un nome che esprimeva un auspicio, “COMMONWEALTH”, che vuol dire “ricchezza comune”. Ma in gran parte dei 53 paesi – che un tempo facevano parte dell’impero britannico, dove si diceva che “il sole non tramonta mai” per l’enorme estensione del suo territorio – la ricchezza è stata sempre “poco comune”, essendo finita in poche mani, sia in loco (vedi l’India) sia in Inghilterra (è il paese dove pochi latifondisti, per lo più di sangue blu, possiedono ancora gran parte della proprietà fondiaria). E la sterlina, un tempo la regina delle monete, è oggi declassata per la pessima gestione – poco democratica, perché oligopolista – di tanta ricchezza. Anche negli Stati Uniti – dove la concentrazione della ricchezza è più di tipo finanziario che non da latifondo – sembra che il sole non debba tramontare mai, perché le multinazionali Usa si sono radicate ormai ovunque nel mondo, tranne che a Cuba, in Venezuela e in Corea del Nord. Contro questa realtà – che ha reso potente il Paese, ma con molti squilibri strutturali interni per il forte accentramento della ricchezza e per la dipendenza dal risparmio straniero – sta ora operando Trump con la sua politica isolazionista, con la quale egli si illude di portare negli Stati Uniti più investimenti e più occupazione. È invece una politica che minaccia di avviare lo zio Sam sulla strada del tramonto, se dovesse essere più difficile e più costosa la copertura del suo crescente debito pubblico, che per circa la metà è oggi finanziata dal risparmio straniero. Questo resterà un risparmio “amico”, finché gli Stati Uniti dimostreranno di voler restare un Paese “aperto”. Con la Brexit la strada del tramonto di Londra si sta trasformando in una autostrada. Nella City si stanno già bloccando molte nuove iniziative edilizie e finanziarie, a tutto vantaggio di Francoforte e di Berlino, nonché di Milano, che sta giustamente cercando di acquisire una parte degli investimenti in fuga da Londra. È l’occasione per correggere i tanti errori burocratici e di politica economica compiuti dall’Unione Europea, dove si è consentito che la Gran Bretagna accumulasse un debito di ben 61 miliardi di euro verso Bruxelles, che ha così dimostrato pessime capacità gestionali, dando ossigeno al populismo anti-UE. Fuori dalla UE siamo tutti destinati al tramonto… l’un contro l’altro disarmati.

Giovanni Palladino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...