LA GRANDE ILLUSIONE DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA (DALL’ALTO) ONLINE


grilloGrillo e Casaleggio pensavano di farla franca con il loro originale metodo “democratico” diretto e controllato dall’alto, ossia da loro. Hanno trovato una prateria di italiani, che hanno abboccato al loro “vaffa”, ma non hanno previsto che il loro metodo – viziato da tanti difetti di forma e di sostanza – prima o poi si sarebbe trovato di fronte a un serio problema di credibilità. Ebbene il problema è emerso con chiarezza a Genova con la sconfitta del “FIDATEVI DI ME!” pronunciato da Grillo per cancellare la vittoria di Marika Cassimatis. Nel dare ragione al ricorso della grillina genovese, il vero giudice ha praticamente sentenziato che di Grillo non c’è da fidarsi, è inaffidabile, è tutt’altro che un garante. La sconfitta dell’originale metodo “democratico” ideato dalla coppia Grillo-Casaleggio è avvenuta – ironia della sorte – a poche ore dalla chiusura della maratona di Ivrea (circa 9 ore oratorie) con l’obiettivo di CAPIRE IL FUTURO. Ma Casaleggio alla fine ha affermato: “Con noi c’erano le migliori menti. La nostra è la ricetta del futuro. Il futuro è già presente, basta saperlo vedere, bisogna capire qual è la direzione”. Il che non aiuta a chiarirci le idee per capire il futuro, soprattutto quando il Magistrato Sebastiano Ardita ci ricorda che “le mafie non producono Pil, lo erodono”. Affermazione che contrasta con chi sostiene – purtroppo giustamente – che se per miracolo si riuscisse a eliminare dal Paese tutta l’economia della criminalità organizzata, il Pil italiano crollerebbe del 30%. Il che non deve impedire il tentativo di estirpare quel cancro, ma dobbiamo essere coscienti del gran lavoro da fare per ridurre l’economia del malaffare e per aumentare l’economia della legalità. Il passaggio non sarà indolore. Ma ciò che più lascia sgomenti, nel leggere i commenti sulla maratona di Ivrea, è quanto scritto il 9 aprile scorso su “La Repubblica” da Matteo Pucciarelli: “Il richiamo alla figura di Adriano Olivetti è chiaro, il senso è: gli eredi della sua visione – rassicurante e insieme rivoluzionaria – siamo noi del M5S”. E lo sgomento non scompare quando, sullo stesso giornale, si legge nel servizio scritto dall’inviata Annalisa Cuzzocrea che “qualcuno lamenta che a Davide Casaleggio manchi totalmente la capacità di visione del padre”. Capacità di visione o capacità di manipolazione? È vero che alcuni anni fa Gianroberto Casaleggio aveva giudicato come un semplice gioco quanto da lui immaginato nel documentario del 2008 “GAIA: IL NUOVO ORDINE MONDIALE”. Ma alla base del suo “gioco” o della sua “capacità di visione” vi era ben saldo il concetto salvifico della democrazia diretta online e della fine dei conflitti religiosi con la morte di Dio, sostituito dal dio della Rete. È una visione che la grande intelligenza e la profonda spiritualità di Adriano Olivetti avrebbero totalmente respinto. Non basta avere lavorato qualche anno a Ivrea per considerarsi o essere considerato un olivettiano.

Giovanni Palladino

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