ATTENZIONE ALLA TRAPPOLA DI GRILLO: IO TI DO, TU MI DARAI


beppe_rideL’endorsement di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire (giornale a cui ho collaborato per parecchi anni) verso il M5S non va valutato alla luce di chissà quali ragionamenti religiosi, politici, filosofici. Tarquinio non sarà, quanto a memoria, Pico della Mirandola, ma che Grillo sia a favore dei matrimoni gay, con relativa adozione, del divorzio lampo, della droga libera, dell’eutanasia, e che sia arrivato persino a parodie blasfeme, offrendo ai suoi adepti il “corpo di Grillo” per deridere l’Eucarestia, lo ricorda bene. Non si fa dunque nessuna illusione: Tarquinio sa bene che tra il mondo cattolico e i grillini non c’è alcuna possibilità di dialogo su quelli che un tempo si chiamavano “principi non negoziabili”.

Ma stanno davvero a cuore a qualcuno, oggi, questi benedetti principi? Oppure di non negoziabile sono rimasti solo i soldi e il potere? Oppure con la parola “misericordia” si nascondono relativismo, indifferentismo e qualunquismo? Eh sì, perché è di tutta evidenza che il corteggiamento un po’ osceno a Grillo è mosso da una speranza: stoppare in anticipo future leggi, ad opera del M5S, volte a cancellare l’8 per mille o i fondi pubblici a varie realtà cattoliche. Sui valori, profilo basso da molto tempo, dunque, ma per mantenere la pecunia ogni manovra è possibile.

Si offre così uno sdoganamento, si aiuta un personaggio impresentabile per il pubblico cattolico a diventare presentabile e il giochetto è fatto. Io ti do, tu mi darai…

Per carità, siamo tutti umani, qualcuno poi fa il ragioniere, ma come cattolico provo un senso di disgusto profondo. Anche per un ulteriore motivo: che offrire di volta in volta il voto cattolico al prossimo vincitore, lungi dal rafforzare il mondo cattolico stesso, finisce per emarginarlo e renderlo, anche sul piano politico, insignificante. Sino ad ora l’operazione è stata fatta con il Pd, partito “presentabile”, perché mediaticamente potentissimo: le sfilate di Mons. Galantino con Maria Elena Boschi sono solo un esempio di come si possa andare a braccetto senza alcuno scrupolo con chiunque, purché ciò garantisca una posizione di potere. Ma non ci sono solo legioni di cattolici prestati al Pd e poi triturati all’interno di quel grande partito ogni volta che hanno espresso una loro opinione, ad esempio contro l’utero in affitto (la pattuglia cattolica, ai tempi della legge Cirinnà, alzò la voce per qualche giorno sulla stepchild adoption, per poi morire in un gemito).
C’è anche un altro fatto recente che dovrebbe far pensare: nel 2011, con la regia del Card. Tarcisio Bertone, i media cattolici hanno appoggiato fragorosamente Mario Monti, portando molta acqua al suo mulino. In cambio hanno ricevuto, nelle liste di Scelta civica, qualche deputato e qualche senatore, del tutto ininfluenti. Ma questo improvviso spostamento promosso dall’allegro e ardito cardinale, che sino a poco tempo prima non disdegnava le cenette con il cavaliere, ha avuto un effetto devastante: Berlusconi, di fronte al voltafaccia improvviso, si è vendicato cancellando dalle sue liste molti dei suoi deputati e senatori cattolici veramente pro family e pro life (è sopravvissuto soltanto il gruppetto che oggi milita in Idea), lasciando campo libero quasi solo all’ala del partito più laicista e più lontano dal mondo cattolico. Tarquinio, e soprattutto i suoi mandanti, facciano dunque appello alla memoria e ricordino chi sono i grillini e quanto può costare questo svendersi di volta in volta al più forte: versare voti cattolici nella botte di Grillo significa dare un altro colpo di spugna alla presenza dei cattolici in politica. Farlo per salvare qualche soldo, nel breve periodo, e riposizionarsi non è solo immorale, ma anche poco lungimirante, perché una volta al potere Grillo non si farà certo mettere la museruola da un Tarquinio qualsiasi.

Francesco Agnoli

Fonte : La Verità 21/04/2017

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Da rilevare che Massimo Franco, sul Corriere della Sera del 21 aprile 2017, concludeva così un suo articolo su Mons. Galantino e i rapporti Chiesa-M5S dal titolo “Non possiamo fare sconti a Grillo”: “Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio del M5S, ieri ha detto che ‘la Chiesa e il Vaticano noi li viviamo come un partito con cui allearci’, confermando il dialogo in nome della realpolitik. Rimane da capire fin dove si potrà spingere senza provocare una reazione di rigetto.” Alla S. Messa di Pasqua in Piazza S. Pietro, Di Maio – invitato dal Vaticano – si trovava in prima fila per la gioia dei fotografi e di Grillo.

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