DAL BALLOTTAGIO AL BOICOTTAGGIO


macron_trumpIl forte rialzo dei mercati azionari, alla notizia del successo di Macron al primo turno delle elezioni francesi, non è una pessima notizia per Marine Le Pen, tutt’altro. Data per netta perdente al ballottaggio del 7 maggio (i primi sondaggi parlano di due terzi dei votanti a favore di Macron), la furba esponente dell’estrema destra francese si è subito dimessa dal ruolo di leader del Front Nationale per assumere quello di leader del popolo di destra e di sinistra in chiave anti-sistema, contro “il mondo dei ricchi e degli speculatori”.

È la stessa tattica vincente utilizzata da Trump nel corso della campagna elettorale Usa, per poi aprire le porte – una volta eletto – a quel mondo, perché gran parte dei suoi ministri provengono da Wall Street e dal club dei miliardari. Pochi giorni fa Trump ha firmato un ordine esecutivo presidenziale che cancella i limiti contro le speculazioni finanziarie posti da Obama, con grande soddisfazione del suo Ministro del Tesoro proveniente dalla Goldman Sachs, la più importante banca d’investimento o, meglio, banca degli speculatori, che ormai produce il 60% dei suoi utili con prestiti erogati a chi vuole fare soldi con i soldi piuttosto che con prestiti erogati all’economia reale.

Ecco i “regali” che Trump ha fatto alla Goldman Sachs e alla famiglia Rothschild, principale azionista di questa banca “d’affari”:

1. ha nominato Ministro del Tesoro Steven Mnuchin, per 17 anni ai vertici di quella banca;

2. ha nominato (ma poi accantonato) come suo principale “stratega” Stephen Bannon, per molti anni banchiere della Goldman Sachs;

3. ha nominato Gary Cohn, Presidente della Goldman Sachs, membro del “National Economic Council” della Casa Bianca;

4. ha nominato Jay Clayton, uno dei più importanti avvocati che lavora per la Goldman Sachs, alla Presidenza della Securities and Exchange Commission (SEC), la Consob statunitense, ossia la “guardiana” di Wall Street; la moglie di Clayton è la Vice Presidente della Goldman Sachs;

5. Dina Powell, Presidente della Fondazione Goldman Sachs, è una delle principali collaboratrici di Ivana Trump.

Non sorprende che dal giorno della vittoria di Trump, le azioni della Goldman Sachs siano aumentate del 47% e che il Dow Jones sia cresciuto del 20%, nonostante la “maledizione” di Trump lanciata durante la campagna elettorale:

“La Goldman Sachs è una struttura di potere a livello mondiale responsabile di decisioni economiche, che hanno derubato i nostri lavoratori, hanno impoverito gli Stati Uniti e hanno posto una enorme ricchezza nelle tasche di pochi. Io cambierò tutto questo”.
Certamente, “cambierà” con le persone “giuste”…

Anche Macron proviene da quel mondo. In pochi anni di permanenza ai vertici della Banca Rothschild a Parigi è diventato un milionario. Oggi è difficile diventarlo in breve tempo con operazioni di sostegno positivo all’economia reale. Forse presto si scoprirà che lo è diventato in virtù di operazioni finanziarie fortemente speculative. Operazioni che da diversi anni stanno rovinando il “clima” e la “struttura” dell’economia mondiale. Fare soldi con i soldi (ossia con le scommesse, che nulla hanno a che fare con gli investimenti produttivi delle imprese) è pericoloso oltre che immorale, ma è il sogno di tanti abitanti della terra, soprattutto nella “civiltà” più popolata, quella cinese, dove lo spirito speculativo è molto diffuso (nell’ippodromo di Hong Kong si scommettono sui cavalli in un giorno quanto si scommette in tutti gli ippodromi del mondo e il governo cinese ha dovuto varare di recente misure restrittive per frenare la speculazione sui mercati azionari di Pechino, Shanghai e Hong Kong). È probabile che Marine Le Pen sfrutterà questo lato debole di Macron: la sua breve ma significativa esperienza con la famiglia Rothschild, da tempo la più potente del mondo con i suoi rami europei e anglosassoni, capace di “sistemare” uomini politici nei posti di potere giusti. Ne consegue che nei prossimi giorni i sondaggi potrebbero essere meno favorevoli per Macron, perché si farà strada la tentazione del boicottaggio con il voto da “turarsi il naso” da parte di molti elettori di sinistra e di centro pur di non vederlo alla guida della Francia. Tuttavia la vittoria non dovrebbe sfuggirgli. Ma una vittoria risicata non sarà una bella vittoria, soprattutto nella prospettiva delle elezioni legislative di giugno che potrebbero fare emergere una Francia difficilmente governabile da un giovane di 39 anni. Sarà un ammonimento anche per l’Italia, il cui mondo politico non ha avuto ancora il coraggio di mettersi d’accordo sulla legge elettorale e che potrebbe favorire l’ascesa a premier di un giovane di 30 anni…

Nel frattempo si continuerà a litigare tra EURO SÌ ed EURO NO, con l’economia della Germania che dimostrerà di andare a tutto vapore, anche in virtù di una semplice verità: negli ultimi 70 anni è stata governata – in un sistema di economia sociale di mercato – solo da 9 Cancellieri (Adenauer, Erhard, Kiesinger, Brandt, Sheel, Schmidt, Kohl, Schoeder e Merkel) CON 9 GOVERNI, mentre noi siano stati governati da ben 28 Presidenti del Consiglio (De Gasperi, Pella, Fanfani, Scelba, Segni, Zoli, Tambroni, Leone, Moro, Rumor, Colombo, Andreotti, Cossiga, Forlani, Spadolini, Craxi, Goria, De Mita, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni)

CON BEN 41 GOVERNI!

Si dice che la Storia sia maestra di vita, ma forse per l’Italia è stata una cattiva maestra…

Giovanni Palladino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...