CON L’#OLIGARCHIA SCOMPARE LA #DEMOCRAZIA


Alla vigilia della “grande depressione” degli anni ‘30, il giurista e giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Louis Brandeis (1856-1941) disse: “Si può vivere in un sistema democratico o in un sistema dove la ricchezza è concentrata in poche mani, ma non in entrambi”. Egli vedeva lucidamente e con grande preoccupazione la crescita squilibrata dell’economia Usa, con i pochi plutocrati del petrolio e della finanza sempre più forti che dominavano la politica, ubbidiente ai loro ordini. Poi arrivò il disastro economico/finanziario. Purtroppo quella dura lezione non ha poi fatto scuola. Infatti, se oggi Brandeis fosse vivo, sarebbe ancora più preoccupato, perché la distanza tra i miliardari, che danno ordini alla politica, e il resto del Paese (per circa il 60% assenteista alle urne) è cresciuta enormemente. E che il sistema americano sia ancora più oligarchico che non democratico rispetto a ieri lo dimostra lo scandaloso costo delle campagne elettorali, sempre più sostenuto dai miliardari del settore petrolifero, finanziario, farmaceutico e delle armi. Per di più alla Casa Bianca è ora arrivato un altro miliardario (dopo i due Bush), che obbedisce agli ordini di miliardari ben più ricchi di lui. Trump ha vinto con slogan populisti (del tipo “ridurrò il potere delle grandi banche d’affari” o “eliminerò la corruzione portata dai poteri forti nella politica” o “proteggerò il lavoro degli americani contro la concorrenza straniera”), ma sin dalle prime nomine dei suoi ministri e collaboratori si è capito subito che sarà molto “ubbidiente”. In particolare ha subito eseguito gli ordini dei miliardari che avevano finanziato la campagna elettorale di Hillary Clinton, fra i quali i padroni del settore energetico “sporco” e i grandi speculatori di Wall Street, la cui crescita è sempre più artificiale e prossima a un altro “botto” devastante. L’economia Usa si sta quindi allontanando di nuovo dai valori e dai principi di una economia sociale e solidale di mercato verso la quale il mondo, prima o poi, dovrà tendere per non vivere sempre fra gli errori e gli orrori delle ricorrenti crisi economiche e finanziarie. L’Italia possiede – per privilegio “logistico” – il prezioso patrimonio della dottrina sociale della Chiesa, ma nessun governo (tanto meno i tanti governi a guida Dc) ha mai avuto il coraggio e l’intelligenza di utilizzarlo. Dobbiamo continuare a lavorare affinché ciò avvenga, senza credere che sia tutta una utopia. La speranza è un dovere, ci incoraggiava don Sturzo.

Giovanni Palladino

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